Milano, 25 febbraio 2009 Caro signor Ministro, ormai, purtroppo per l'Italia, è certo che il prof. Settis e altri illustri componenti del Consiglio Superiore dei Beni Culturali rassegneranno oggi le loro dimissioni in seguito ad una Sua lettera aperta apparsa recentemente su Il Giornale in risposta a una intervista di Salvatore Settis all'Espresso. E' una notizia che non esito a definire tragica per svariate ragioni ma soprattutto perché infligge al Suo e nostro Ministero un ulteriore drammatico colpo. In primo luogo perché porta nuovamente alla ribalta nazionale e internazionale i nostri Beni Culturali come motivo di divisione e non di unità nazionale. E in secondo luogo perché priva il Ministero e dunque la cultura italiana di alcune tra le sue voci più acute e brillanti anche se in alcune occasioni, opportunamente critiche. Ma è dalla dialettica anche accesa tra persone di qualità che nascono i grandi progetti! Che la situazione del nostro patrimonio culturale sia drammatica e che con i tagli previsti al Suo Ministero non possa che diventarlo sempre di più trova d'accordo sia Lei che il prof. Settis; e io Le garantisco, signor Ministro, che i quotidiani contatti del FAI con Soprintendenze di tutta Italia mi consentono di dirLe che la realtà è ancora peggiore di quello che si creda. Non entro nello specifico perché ne abbiamo parlato pubblicamente, e anche privatamente assieme, infinite volte; ma, mi creda, lo stato di frustrazione e di sfiducia nel futuro di tutte le Soprintendenze italiane è il nostro vero, grande problema di oggi. Un esercito sfiduciato non è più un esercito! E i recenti provvedimenti di commissariamento opportuni o no che siano non possono che essere letti dalla Sua struttura come un nuovo atto di sfiducia. Mi perdoni, La prego, se oso rivolgermi a Lei con tanta chiarezza ma è l'immenso amore per il nostro Paese e l'infinita gratitudine che porto a molti eroici funzionari del Suo Ministero che mi spingono a farlo. E che mi spingono anche a chiederLe sapendo di rivolgermi al cuore di un uomo che conosco retto e sensibile di respingere le dimissioni del prof. Settis e di ricominciare a lavorare assieme nel nome dell'Unità Nazionale; della quale la nostra Arte, la nostra Cultura, il nostro Paesaggio e la nostra Storia sono il nucleo fondante. Signor Ministro potremo dirLe grazie per questo Suo gesto? Con viva cordialità Giulia Maria Mozzoni Crespi On.le Sandro Bondi Ministro per i Beni e le Attività Culturali Via del Collegio Romano, 27 00186 - Roma