MILANO Si riunisce oggi il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici, organo consultivo del ministero, di carattere tecnico-scientifico. Non sarà una riunione tranquilla.Il suo presidente, Salvatore Settis, ha deciso di dimettersi. E questa volta non ci sarebbe più spazio per fare marcia indietro. Daltronde i contrasti con il ministro Sandro Bondi hanno assunto toni sempre più rigidi. Lo stesso Bondi, infatti, in un intervento pubblicato su Il Giornale di lunedì scorso (che seguiva unintervista-denuncia di Settis uscita sul settimanale lEspresso il 20 febbraio) tra laltro scrive «anziché inforcare la polemica sulla stampa di opposizione, un tecnico come lui, responsabile del principale organo consultivo del ministro, avrebbe potuto investire meglio il suo tempo elaborando una serie di misure urgenti per ovviare la "malagestione" che egli stesso denuncia». Ma la riunione di oggi non sarà tranquilla anche perchè la scelta di Settis probabilmente non resterà isolata. Già ieri il consigliere Andrea Emiliani, storico dellarte, avrebbe inviato un fax alla segreteria dei ministro Bondi comunicando « di non poter fare altro che rassegnare le dimissioni» dal Consiglio superiore dopo aver preso «visione della lettera indirizzata dal ministro al presidente del Consiglio superiore prof. Salvatore Settis e dei suoi contenuti». Non è poi escluso che anche altri scelgano di lasciare lincarico. E lallarme cresce. «Ore drammatiche per lautonomia della cultura» sostengono alcune associazioni come Italia nostra, Legambiente, Patrimonio Sos e così via, che accusano Bondi di «aver accettato supinamente» Itagli inferti alla Finanziaria lanciando al contempo «un attacco frontale alla sua amministrazione». Bondi, scrivono le associazioni, «delegittima la sua amministrazione sul piano tecnico scientifico, la svuota di poteri e di competenze specifiche moltiplicando i commissariamenti calati dallalto e reclutando supermanager e superesperti, che oltre al resto, peseranno su un bilancio già stremato». La recente denuncia di Settis, secondo il quale il ministro segue «una cultura politica emergenziale», non è certo una novità: più volte LA POLEMICA Oggi si riunisce il Consiglio superiore del ministero Attese le dimissioni del presidente e di altri consiglieri nel recente passato il presidente del Consiglio superiore aveva fortemente contestato alcune scelte di Bondi, tra cui la nomina, non ancora formalizzata, di Mario Resca a direttore generale. Dal canto suo la posizione di Bondi (per il quale si starebbe anche prospettando lipotesi di lasciare il ministero per un altro incarico) è sintetizzata dalla convinzione che «la mia missione è valorizzare il patrimonio dei beni culturali con una gestione più razionale ed efficace rispetto a quella tradizionale, dando spazio a figure nuove, con specifiche competenze manageriali, in grado per esempio di leggere un bilancio, stilare un programma finanziario o elaborare un piano costi-benefici». Ma queste scelte, così come il rapporto con i privati e con gli sponsor, non possono essere «una resa senza condizioni» come dice Settis.
E SETTIS ALLA PARTITA FINALE Il professore verso laddio
Oggi si riunisce il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici, organo consultivo del ministero. Il presidente, Salvatore Settis, ha deciso di dimettersi a causa dei contrasti con il ministro Sandro Bondi. Settis ha denunciato una "malagestione" nella gestione dei beni culturali e ha accusato Bondi di seguire una cultura politica emergenziale. Il ministro Bondi ha risposto che la sua missione è valorizzare il patrimonio dei beni culturali con una gestione più razionale ed efficace. Tuttavia, le scelte di Bondi, come la nomina di Mario Resca a direttore generale, sono state contestate da Settis e da altri consiglieri.
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