«Finalmente», sbotta soddisfatto Franco Zeffirelli, vecchio maestro dello spettacolo italiano, regista al cinema, al teatro, nella lirica. «Sì, finalmente uno che dice quello che io predico da almeno 15 anni: lo Stato si tolga dai piedi delle attività culturali come succede nei paesi democratici veri, cioè lAmerica». Daccordo con Baricco, dunque. Ma in America funziona perché lì le donazioni private alla cultura sono detassate, dunque incentivate. «Ma è quello, cara, lo scheletro della mia polemica con lo Stato! E domani laltro andrò a dirlo al ministro Bondi sollecitando una legge di riforma: lo Stato liberi Cultura e Spettacolo della sua presenza cominciando dalle tasse». Cioè? «Ma lo sa lei che su un biglietto venduto, per esempio dallArena di Verona, lo Stato si prende il 45 per cento, mentre in America solo il 7? E fosse solo quello che oggi non va». Che altro? «Lo dice Baricco: i soldi che oggi lo Stato dà al teatro vanno per metà ai parassiti, ci campano il ministero delle Finanze e dello Spettacolo. Una catena di signori che ci vive alle spalle. I teatri si devono finanziare da sé. Lo Stato pensi a prendersi cura delle scuole, investa e sovvenzioni la diffusione culturale. Ma poi basta».