VANDALI IN AZIONE A PARONA. Sconosciuti hanno rovinato le immagini e rubato un crocifisso Con un oggetto a punta sono stati cancellati gli occhi Il gesto potrebbe racchiudere significati satanici Quale motivazione può aver mosso i vandali che, la settimana scorsa, hanno colpito l'antico capitello votivo di Parona, all'incrocio tra via Preare e la Strada dei monti? Al centro la Madonna con il bambino, a sinistra San Dionigi e a destra Sant'Antonio abate: i tre affreschi sono stati sfregiati con una ventina di lunghi graffi verticali, praticati forse con un chiodo o altro oggetto appuntito. E in più, la mano che li ha rigati ha provveduto anche a scalfire con precisione gli occhi di tutte le figure sacre, rimaste con le orbite vuote. Ora agli abitanti di Parona, stupiti e arrabbiati, non resta che chiedersi chi abbia osato deturpare uno dei monumenti più antichi del quartiere: si tratta, come spiega lo storico locale Rinaldo Dal Negro, di un'edicola edificata alla fine del XV secolo come ex voto. Molti residenti sono del parere che attraverso l'atto vandalico si sia voluto esprimere prima di tutto disprezzo per le figure sacre e per la religione che rappresentano. Non si esclude che l'atto alluda a significati satanici. I primi ad accorgersi del danno sono stati i coniugi Galvani, che abitano di fronte al tempietto. A loro, nella notte, è stato sottratto il grande crocefisso che, dentro una teca, stava appeso alla parete esterna di casa che dà su via della Diga: è stato spontaneo andare a controllare anche il vicino capitello. E infatti neanche quello era stato risparmiato. I Galvani hanno subito avvisato la famiglia Gozzer, proprietaria dell'edicola religiosa, che ha poi sposto denuncia alla stazione dei carabinieri di Parona, allertando anche il Comune e la Soprintendenza ai beni architettonici. E pensare che due anni fa avevano ordinato e pagato il restauro completo, necessario dopo che un'auto uscita di strada l' aveva danneggiato. «È un disastro», commentano Guido e Anna Gozzer, «l'intonaco è stato inciso in modo così profondo che sarà impossibile ricostruire i dettagli cancellati, soprattutto gli occhi. I restauratori avevano fatto un lavoro eccellente per riportare le immagini alla bellezza originaria, uno sforzo vano dopo questo vandalismo». Se qui c'è un bel danno economico, il crocefisso rubato ai Galvani aveva un puro valore affettivo: «Era appeso lì da quarant'anni, a proteggere gli automobilisti», spiegano, «lo tenevamo curato con devozione, sempre con un mazzo di fiori davanti. Pensando che l'avessero gettato in una siepe o in un cassonetto, l'abbiamo cercato dappertutto, ma inutilmente». Alberto Bozza, presidente della seconda circoscrizione, ha commenta: «È un gesto che offende la fede dei credenti ma anche, in generale, la sensibilità civica dei cittadini». E aggiunge: «Ho già chiesto che le forze dell'ordine intensifichino i pattugliamenti sul territorio, anche in vista dei restauri che vogliamo effettuare su alcuni capitelli comunali».
Deturpate le figure sacre dell'antico capitello
A Parona, un quartiere di Milano, un gruppo di vandali ha danneggiato un antico capitello votivo, sfregiando con graffi verticali le immagini di tre figure sacre: la Madonna con il bambino, San Dionigi e Sant'Antonio abate. Inoltre, gli occhi delle figure sono stati scalfiti con precisione. L'edicola, costruita alla fine del XV secolo, era stata restaurata due anni fa dopo essere stata danneggiata da un'auto. I proprietari dell'edicola, la famiglia Gozzer, hanno denunciato il fatto alla polizia e al Comune. Il presidente della seconda circoscrizione, Alberto Bozza, ha condannato il gesto come offensivo per la fede e per la sensibilità civica.
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