"Ore drammatiche per l'autonomia della cultura". E' l'allarme lanciato da un gruppo di associazioni culturali e ambientaliste, Bianchi Bandinelli, Italia Nostra, Legambiente, Comitato per la bellezza, Patrimonio Sos, Assotecnici, Eddyburg che accusano il ministro Sandro Bondi di "aver accettato supinamente" i tagli inferti alla finanziaria lanciando al contempo "un attacco frontale alla sua amministrazione"'. Il riferimento e' alle critiche rivolte dal ministro al presidente del consiglio superiore dei beni culturali Salvatore Settis e al soprintendente di Pompei Pietro Guzzo, ma anche alla decisione di nominare un commissario, dopo Pompei, anche per l'area archeologica di Roma: "Una scelta politica che delegittima la tutela pubblica, devitalizza e di fatto liquida il ministero preparando la privatizzazione commerciale dei beni culturali 'ricchi' ". Bondi, scrivono le associazioni in una nota congiunta, "delegittima la sua amministrazione sul piano tecnico scientifico", "la svuota di poteri e di competenze specifiche moltiplicando i commissariamenti calati dall'alto e reclutando supermanager e super esperti , che oltre a mortificare la dirigenza di beni culturali, peseranno su un bilancio gia' stremato". Al ministro, accusato di trattare la rete dei musei e dei siti archeologici come una "sorta di antiquata e polverosa zavorra", le associazioni ricordano che "nel periodo 1996-2007 i visitatori dei musei, dei circuiti museali e delle aree archeologiche sono saliti da 25 a 34,5 milioni con un incremento del 38 per cento e che i relativi introiti sono piu' che raddoppiati balzando da 52,7 a 106 milioni di euro con un incremento del 101 per cento". Si puo' fare "certamente di piu' e di meglio su questo e su altri piani", sottolineando ricordando anche la tutela del paesaggio, "ma lo si puo' incoraggiando, motivando, dotando di mezzi una Amministrazione onesta, competente e leale verso lo Stato".