Da qui partì il treno da Napoli al Granatello di Portici il 3 ottobre del 1839 Il suo primo e memorabile viaggio risale al 3 ottobre del 1839. Da Napoli al Granatello di Portici in nove minuti e mezzo, dentro una locomotiva con i vagoni agganciati uno dietro laltro e un battaglione di ufficiali e soldati vestiti in pompa magna e accomodati sui sedili in legno. Ventuno anni dopo (il 7 settembre del 1860) anche Giuseppe Garibaldi ci passò e percorse lultimo tratto della Napoli-Portici. La "Ferrovia Bayard", prima stazione dItalia nata nella vecchia via dei Fossi al corso Garibaldi, è oggi un rudere di tufo inondato dal verde delle erbe selvatiche e dalle robuste radici di un gigantesco albero di fichi, che fa capolino accanto al terminale della circumvesuviana. Dismessa da più di un secolo e mezzo, da quando fu costruita lodierna stazione di piazza Garibaldi, verrà recuperata e trasformata in un museo. Delle ferrovie, naturalmente (o meglio "delle comunicazioni viarie"), con postazioni multimediali e vecchie locomotive. Esiste un progetto di riqualificazione di Aldo Loris Rossi ed Emiliana Gentile, che intende riportare a nuova vita ledificio abbandonato nel degrado più totale. Difficile immaginare come rinascerà allantico splendore quello che ora è un buco di macerie e pietre, invaso in unala dallincuria, parzialmente demolito a nord, mentre resta in piedi la sede della XX Municipalità, collocata nel corpo a sud dellex stazione, rimessa a nuovo. Il ministero dei Beni culturali ha già stanziato 700 mila euro in una prima tranche, poi si prevede un finanziamento di 500 mila euro dai fondi della Provincia, ma per la chiusura totale dei lavori già parla di un investimento complessivo di due milioni. Un lavoro importante, che restituirebbe dignità a un quartiere difficile, per cui si batte dal 1994 Luigi Rispoli, capogruppo di An alla Provincia di Napoli. «Il recupero della stazione è prima di tutto un dovere sociale - dice Rispoli - ma al tempo stesso è anche una opportunità di sviluppo per una parte importante della città, quella del Mercato. Il quartiere esterno alle mura orientali del centro storico, del Lavinaio e di piazza Mercato, è tra i più degradati della città, ma la zona è piena di testimonianze storiche e artistiche intorno alle quali è possibile costruire una economia». La stazione Bayard, che prese il nome dal suo progettista (Armand Bayard de la Vingtrie) fu inaugurata nel 1839 da Ferdinando di Borbone e fu la prima strada ferrata dItalia che collegava Napoli e Portici con un percorso lungo sette chilometri. Un piccolo tratto di quei binari restano sottoterra e si spera di recuperarli, il resto è ormai scomparso e dove cera larea allaperto oggi cè un campo di calcio e delle giostre per i bambini del quartiere. La parte centrale dellingresso monumentale della vecchia stazione (sopraelevata di un piano rispetto al volume originario), conserva quasi completamente ancora il piano terra, compreso i vani laterali adibiti a biglietterie ancora con le grate di ferro della recinzione. Impossibile vederli, larea è a rischio crolli ed è stata transennata da un muro. Quel che rimane delledificio storico è di proprietà comunale e qualche giorno fa cè stato un incontro a Palazzo San Giacomo con la soprintendenza ai Beni architettonici di Napoli, il Comune e la Provincia per definire un protocollo dintesa che potrebbe essere firmato per la metà di marzo e che assegni la destinazione duso alledificio. I lavori potrebbero cominciare nel 2010. Nel progetto che sarà realizzato si parla dellapertura di un percorso che dalla Bayard porti direttamente alla circumvesuviana (e alla metropolitana) mediante un collegamento sotterraneo che restituisca al sito la sua configurazione originaria. Così anche i turisti potranno ammirare uno dei simboli della storia risorgimentale. Allinterno della stazione nascerà, infatti, oltre al museo, anche un centro di informazioni turistiche, utile accompagnamento alle vie dei siti archeologici di Ercolano e Pompei. «Così come il Comune di Portici, anche Napoli avrà finalmente il suo museo ferroviario a celebrazione della prima linea ferroviaria nazionale - dice Alberto Patruno, presidente della XX Municipalità - e dove poter ammirare gli esemplari delle prime locomotive e carrozze depoca». Le macchine verrebbero dal Museo di Pietrarsa (da tempo si parla di una chiusura della struttura di Portici ma per il momento resta aperta durante la settimana e chiusa nei week-end). La Bayard ha avuto una fortuna avversa nel corso del tempo. Quando fu costruita la stazione di piazza Garibaldi fu dismessa e nel 1943 fu semidistrutta da un bombardamento. Negli anni Cinquanta fu sede del Dopolavoro ferroviario e nellarea fu costruito il cinema Italia, di cui ancora si intravede la struttura. Il terremoto del 1980 diede il definitivo colpo di grazia che ha consegnato ledificio al degrado di oggi, che un gruppo di ambulanti, fino a qualche tempo fa, aveva scelto come sede del proprio mercato abusivo.