«L'assessore regionale al turismo Claudio Velardi ha stornato i soldi e li ha impegnati su altre opere, stiamo cercando di capire, ma lo stato dell'arte è questo, non abbiamo fondi». Il vicesindaco Tino Santangelo liquida così, non senza malcelato imbarazzo, l'altro sogno della nuova Bagnoli che va in fumo, quello di avere nell'officina meccanica, uno dei siti di archeologia industriale salvati dell'ex fabbrica dell'acciaio, una «Cinecittà» napoletana. Addio ai ventidue milioni di euro che Velardi ha deciso di utilizzare in maniera diversa, confluiti in un fondo di sostegno alle attività collegate al turismo di circa 65 milioni. La delibera è di agosto. La doccia fredda per il vicesindaco e Bagnolifutura è arrivata però solo sessanta giorni fa quando è cominciata a trapelare la volontà di tagliare i fondi. Ieri - infine - l'ufficializzazione dello stop al progetto. Almeno per ora. Velardi blocca un accordo che risale a novembre del 2006. All'epoca l'assessore era Marco Di Lello. L'assessore regionale al Turismo spiega così il perché della sua decisione: «Durante la precedente gestione l'assessorato al turismo - si legge in una nota a sua firma - aveva individuato nell'accordo di programma quadro sullo sviluppo locale i 20 milioni per la realizzazione di studi cinematografi a Bagnoli. Su questo si era siglato un protocollo di intesa tra la società Bagnolifutura e la Regione. Il protocollo programmava l'intervento, a cui sarebbero dovuti seguire la firma dell'accordo di programma e il concreto impegno delle risorse». Per Velardi, nella sostanza manca un passaggio istituzionale importante. Da Santa Lucia trapela che la giunta regionale non aveva mai formalizzato quell'accordo e quindi i soldi non erano stati impegnati. Ragione per la quale, secondo l'entourage di Velardi, la Bagnolifutura non avrebbe dovuto fare il bando per gli Studios. Singolare giustificazione se si considera che la firma dell'accordo è quella del presidente della Regione Antonio Bassolino. Ma la nota fa chiarezza su di un punto: Velardi su Bagnoli ha idee diverse da Bassolino. «Valutato il progetto - si legge nella nota - non si è ritenuto opportuno dargli corso con i fondi messi a disposizione del turismo e beni culturali, dando spazio a progetti di riqualificazione, valorizzazione e fruizione di attrattori culturali e naturali in grado di creare una reale ricaduta turistico-economico sul territorio». Dei ritardi sul decollo di «Bagnoliwood» - un polo di servizi integrati per la produzioni di film, fiction, spettacoli tv, studi di produzione per sfruttare la vocazione alle produzioni cinematografiche di Napoli - si sapeva, ma che fossero stati tolti i soldi nessuno se lo aspettava. «I progetti ci sono, la selezione delle imprese è stata fatta», spiega il direttore della società di trasformazione urbana Bagnolifutura, Mario Hubler. «Abbiamo avuto tutti i permessi, anche quello della Sovrintendenza, che abbiamo atteso otto mesi - aggiunge - ma senza soldi non si fa nulla. Noi il cantiere potremmo aprirlo anche domani mattina». È amareggiato Hubler, ma a cosa sono stati destinati i fondi da Velardi? L'assessore regionale li avrebbe destinati alla Mostra d'Oltremare per il rifacimento della Torre delle nazioni, per il museo della Musica, per gli infopoint, gli spot per promuovere la Campania anche dopo l'emergenza rifiuti. E ancora: all'università di Caserta per un recupero di un sito archeologico, a Bagnoli Irpino e anche in altre località della Campania.