I beni erano stati rubati dalla chiesa tra il 1999 e il 2003 LA Curia arcivescovile fiorentina ha esitato a lungo prima di esigere la restituzione dei beni trafugati fra il 99 e il 2003 dalla chiesa dei Santi Michele e Gaetano, in piazza Antinori, raro esempio di barocco fiorentino. E quando si è decisa ha incontrato non pochi ostacoli. Lunedì, però, la Cassazione le ha dato ragione. Potrebbe quindi essere imminente la restituzione dei pezzi più pregiati, in particolare di due preziosi crocifissi, uno del Giambologna e uno del Susini. Per quattro anni San Gaetano fu trasformata in una sorta di bazar antiquario. Con la complicità del sacrestano Giuseppe Pistone furono venduti reliquari, sculture, panche, candelabri, turiboli, paramenti sacri per oltre 500 mila euro di valore. Con loperazione «Sacrestia» i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico riuscirono a rintracciare gran parte degli oggetti trafugati, ma nel 2006 linchiesta si chiuse con una clamorosa archiviazione anche nei confronti del sacrestano, che la Curia non querelò. I beni recuperati furono posti sotto sequestro. La Curia, con lavvocato Gianluca Gambogi, presentò istanza di dissequestro, ma il gip la respinse perché, trattandosi di una controversia sulla proprietà dei beni, a suo giudizio essa doveva essere risolta dal giudice civile. Gli oggetti rimasero sotto sequestro. Nel 2008 la Curia ha presentato una nuova istanza, corredata da documentazione che prova senza ombra di dubbio la provenienza dei beni. Il gip ha disposto il dissequestro degli oggetti trovati al sacrestano, ma non di quelli comprati dagli antiquari o trovati in mano a privati, perché per loro varrebbe il principio della buona fede. La Curia si è opposta ma il gip ha dichiarato inammissibile il ricorso. Lunedì, però, la Cassazione ha dato ragione alla Curia, annullando il provvedimento del gip e restituendo il fascicolo al tribunale di Firenze per una nuova valutazione degli atti. «Noi sosteniamo - spiega lavvocato Gambogi - che non può esserci buona fede da parte degli acquirenti perché per vendere questi beni è necessaria lautorizzazione della Soprintendenza, di cui invece non è stata trovata traccia».
FIRENZE - La Cassazione: alla Curia il tesoro di San Gaetano
La Curia arcivescovile fiorentina ha richiesto la restituzione di beni trafugati dalla chiesa dei Santi Michele e Gaetano tra il 1999 e il 2003. I beni erano stati rubati e venduti dagli antiquari senza autorizzazione. La Cassazione ha dato ragione alla Curia, annullando il provvedimento del gip che aveva respinto la richiesta di restituzione. I beni potrebbero essere restituiti, in particolare due preziosi crocifissi del Giambologna e del Susini. La Curia aveva presentato istanza di dissequestro degli oggetti, ma il gip aveva respinto la richiesta.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo