"E' augurabile che prima di quelle del Prof Salvatore Settis e di altri dirigenti arrivino le dimissioni del ministro Bondi". Lo afferma in una nota il senatore ds Vincenzo Vita, vice presidente della commissione di Palazzo Madama, che commenta così le indiscrezioni sulle possibili dimissioni, del presidente del consiglio superiore dei beni culturali, al centro di una polemica con il ministro. Le annunciate dimissioni di Settis, dice Vita, "dimostrano ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, l'incapacità del governo Berlusconi di valorizzare e tutelare il ragguardevole patrimonio culturale del nostro Paese". Secondo il senatore ds, "E' comprensibile che un intellettuale di rilevanza internazionale Settis, promotore di innovative proposte per il governo culturale, voglia dissociarsi da scelte incomprensibili e inadeguate messe in atto dal governo che, anche recentemente, ha sottovalutato l'importanza di un settore fondamentale per il Paese. Un settore - conclude - che, se ben governato, potrebbe rappresentare un volano per larghi settori dell'economia e riaprire una stagione di meritato prestigio per l'intero patrimonio artistico e culturale italiano". (ANSA).
VITA, PRIMA DI SETTIS SI DIMETTA BONDI
"E' augurabile che prima di quelle del Prof Salvatore Settis e di altri dirigenti arrivino le dimissioni del ministro Bondi". Lo afferma in una nota il senatore ds Vincenzo Vita, vice presidente della commissione di Palazzo Madama, che commenta così le indiscrezioni sulle possibili dimissioni, del presidente del consiglio superiore dei beni culturali, al centro di una polemica con il ministro. Le annunciate dimissioni di Settis, dice Vita, "dimostrano ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, l'incapacità del governo Berlusconi di valorizzare e tutelare il ragguardevole patrimonio culturale del nostro Paese". Secondo il senatore ds, "E' comprensibile che un intellettuale di rilevanza internazionale Settis, promotore di innovative proposte per il governo culturale, voglia dissociarsi da scelte incomprensibili e inadeguate messe in atto dal governo che, anche recentemente, ha sottovalutato l'importanza di un settore fondamentale per il Paese. Un settore - conclude - che, se ben governato, potrebbe rappresentare un volano per larghi settori dell'economia e riaprire una stagione di meritato prestigio per l'intero patrimonio artistico e culturale italiano". (ANSA).
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