Oltre un milione di stampe, in bianco e nero e a colori, realizzate da 300 autori. Il Museo di fotografia contemporanea - tre piani dì esposizioni per 2.400 metri quadrati di superficie - è uno spaccato della fotografia italiana e straniera del Novecento, dal dopoguerra a oggi. Diciotto i fondi custoditi, che raccolgono le opere di grandi nomi come Gabriele Basilico, Mimmo Jodice, Mario De Biasi, Gianni Berengo Gardin, Paolo Monti, Thomas Struth e Fischli Weiss. Il patrimonio comprende anche 10 mila libri, provenienti tra l'altro dalla donazione Lanfranco Colombo e dall'acquisto della biblioteca di Amilcare Ponchielli: monografie dedicate ai principali autori della storia della fotografia internazionale, cataloghi di mostre, collezioni di riviste di fotografia e d'arte, italiane e straniere. E' il primo Museo pubblico della Fotografia in Italia. Apre a Cinisello Balsamo, nel grande e produttivo hinterland milanese, in un territorio altamente industrializzato, proprio nel momento in cui l'era dell'industria cede il passo all'era dell'informatica e la fotografia classica lascia il posto all' immagine digitale. Per questo, non sarà solo uno spazio espositivo: all'interno della seicentesea Villa Ghirlanda - che nell'ala sud ospita un immenso patrimonio di immagini e volumi, sale di consultazione elettronica, laboratori didattici e una caffetteria - saranno promossi studi e convegni sulla fotografia, come arte tecnologica in trasformazione. «Quel che abbiamo di fronte è il percorso che la fotografia compie nel '900 e in particolare nella seconda metà del secolo, quando da "documento" diventa progetto intellettuale e azione artistica, e poi ibridazione di linguaggi - dice il direttore scienti fico Roberta Valtorta, esperta di fotografia di fama internazionale, che inseguiva il progetto da quasi 10 anni. La storia che queste collezioni stanno iniziando a raccontare è quella di un mezzo di comunicazione che nasce con l'industria e ne segue le sorti, fino alla mutazione in un tempo che dell'industria non è più». Il Museo di Fotografia contemporanea - nato grazie al lavoro sinergico della Provincia di Milano e del Comune di Cinisello Balsamo, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività culturali e la Regione Lombardia - propone dunque un percorso elle si articola in esposizioni, eventi, attività di restauro e catalogazione, biblioteca e archivio multimediale, corsi e convegni, pubblicazioni, didattica per le scuole e altro ancora. «I materiali presenti nelle collezioni, e quelli che nuove committenze future e nuove acquisizioni porteranno - aggiunge Valtorta - consentiranno di studiare molti grandi temi storici e teorici della fotografia». Obiettivo ricercato sin dall'inaugurazione, in programma sabato, con la mostra «ll museo, le collezioni», sino al 30 giugno: 140 opere di oltre 100 autori, scelte tra i 18 fondi fotografici, per offrire da un lato uno spaccato della fotografia italiana, dalle avanguardie ad oggi, e dall'altro esempi interessanti della ricerca internazionale. La serata d'inaugurazione sarà animata da concerti multimediali e installazioni, pensate dalla Fondazione Arezzo Wave, per un pubblico giovane. Tra i gruppi che si esibiranno nel corso della serata i berlinesi Rechenzentrum, premiati all'edizione 2003 di Ars Electronica. Museo della Fotografia, Cinisello Balsamo, via Frova 10. Sito Internet: www.museofotografiacontemporanea.org.
Primo clic a Villa Ghirlanda
Il Museo di fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo, aperto il 30 marzo, è uno spazio espositivo che ospita oltre un milione di stampe, in bianco e nero e a colori, realizzate da 300 autori. Il museo racconta la storia della fotografia italiana e straniera dal dopoguerra a oggi, con 18 fondi custoditi che includono opere di grandi nomi come Gabriele Basilico e Thomas Struth. Il museo comprende anche una biblioteca e un archivio multimediale, e promuove studi e convegni sulla fotografia come arte tecnologica in trasformazione.
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