Tempi difficili per i musei napoletani: per quelli non nati, e per i fiori all'occhiello lasciati appassire. È il caso del Museo civico Filangieri, che annega tra quotidiane difficoltà - come hanno denunciato tre dipendenti in una lettera che Il Mattino ha pubblicato ieri - che da dieci mesi non percepiscono retribuzione. Dal primo dicembre del 2003, poi, con le dimissioni del direttore, il museo è rimasto abbandonato a se stesso senza dirigenza. Siamo al collasso? «Il Comune di Napoli non ha mai smesso d'investire sul Museo Filangieri», replica l'assessore alla Cultura, Rachele Furfaro, nell'annunciare la nomina di un nuovo direttore. Questione di mesi? «Questione di ore - ribatte l'assessore - ed una volta nominato il direttore dovrebbe anche risolvere la questione degli stipendi non pagati. Del resto, il Comune versa annualmente una cifra prossima ai 250mila euro proprio per la retribuzione del personale. I soldi ci sono, i dipendenti del Filangieri possono tranquillizzarsi». Il comitato di vigilanza costituito dal Sindaco, dalla Fondazione degli eredi Filangieri e dal Soprintendente al patrimonio artistico, si riunirà per la nomina; il che, assicura ancora la Furfaro, dovrebbe portare ad uno sblocco degli stipendi. Il Filangieri, ricordiamo, ospita il meglio dell'arte e dell'artigianato cittadino in una collezione di tesori: dai quadri alle monete, ai presepi, alle armi, che supera i tremila pezzi E tra le altre cose, il manoscritto originale di Gaetano Filangieri «Legge e legislazione», fondamento teorico della Rivoluzione napoletana del 1799.