La Coca Cola irrompe tra i festeggiamenti del Carnevale di Venezia: un accordo tra amministrazione comunale e la multinazionale di Seattle scatena la polemica. Sono trentotto i distributori automatici che saranno collocati allinterno di quattordici imbarcaderi del servizio pubblico di linea e che, rispetto a quelli che si vedono di solito, avranno una particolarità: saranno tutti privi del brand bianco e rosso. Inoltre altri quattro distributori saranno collocati in adiacenza allingresso dei servizi igienici pubblici dei Giardinetti ex Reali, a due passi da San Marco; infine altri dispenser automatici saranno collocati in luoghi chiusi o a bordo delle motonavi di linea. Il tutto costerà due milioni e centomila euro che dalla Coca Cola finiranno nelle casse comunali, rateizzati in cinque anni. «Laccordo - spiega il sindaco Cacciari - è sulla linea di tanti altri accordi di partnership che abbiamo fatto in passato, come quelli che fanno parte del Club Amici di Venezia. È lunico sistema, questo della raccolta fondi, che oggi abbiamo per garantire tutela e salvaguardia della città: è una strada obbligata, oggi». Il sindaco di Venezia Massimo Cacciari si dice «stupefatto» delle polemiche sul progetto di partnership tra il Comune e la Coca-Cola, «una delle più grandi e prestigiose marche del mondo», progetto che ricalca il metodo già adottato con altre grandi aziende. «Ogni operazione è approvata dalla Soprintendenza ai Beni architettonici e i fondi ot- tenuti vengono usati con la massima trasparenza ai fini di tutela e salvaguardia della città», sottolinea il sindaco, facendo notare che la partnership con la Coca-Cola «segue perfettamente il metodo già adottato per altre e altrettanto prestigiose collaborazioni, come con Lancia per il restauro di Palazzo Ducale, con Swatch perla Biblioteca Marciana, con Replay per Cà Rezzonico, con Bulgari per la Scala dOro, e inoltre con Fassa Bortolo, Msc Crociere, Banca Intesa, ecc.». Secondo Cacciari, lidea che la tutela e la salvaguardia di Venezia «possano essere garantite soltanto da gratuito mecenatismo è semplicemente irrealistica o dettata da pura malafede» e il Comune quindi «intende proseguire con decisione sulla strada così proficuamente intrapresa in questi anni». Non solo per «gli evidenti benefici economici», ma perchè il sindaco-filosofo ritiene che la collaborazione tra pubblico e privato costituisca «lasse di qualsiasi strategia amministrativa, in tutti i campi, nel prossimo futuro». «Le "anime belle" che protestano contro una simile strategia, che è adottata ormai in tutti i luoghi e tutte le città del mondo - conclude Cacciari - dovrebbero perlomeno avere il buon gusto di indicare qualche alternativa o, meglio ancora, provvedere di tasca propria agli inderogabili bisogni della loro città». Ma a rilanciare sono i commercianti che sostengono, alla luce di un 2008 segnato da cali del 30 sui fatturati, che i distributori saranno un altra mina vagante nei confronti della categoria visto che venderanno non solo lattine ma anche cibi preconfezionati. A questa categoria Cacciari risponde con una battuta «i commercianti possono mettersi daccordo e darci i 2 milioni di curo che ci assicura la Coca Cola».