È una strategia finanziaria indispensabile perla salvaguardia del nostro patrimonio monumentale e artistico ed è esattamente in linea con quanto auspicato dal ministero dei Beni culturali». Venezia è in bolletta, ha un disperato bisogno di soldi per rappezzarsi e, dunque, non fa niente di scandaloso: si comporta - parola del suo sindaco - come tutte le città del mondo. Buttando alle ortiche la sua millenaria differenza, che a scuola spiegavano in premessa: «Venezia è una città unica al mondo». Secondo la più recente delle idee prodotte dallUfficio Marketing del Comune, saranno piazzati 38 distributori di Coca-Cola nel centro storico (altri sei sulle motonavi e a Mestre). Grandi frigoriferi «no logo» con allinterno panini, tramezzini, bibite. In cambio, il colosso americano verserà 2 milioni e 100 mila euro, spalmati su cinque anni, perché tanto durerà la sponsorizzazione. Oltre alle «royalties». Tutto normale, assicura il sindaco Massimo Cacciari, e, anzi, necessario. Si dice «stupefatto» che liniziativa susciti scalpore: «Solo le anime belle» possono, secondo lui, trovare la cosa bizzarra e naturalmente, se le «anime belle» avranno idee migliori da proporre, saranno ascoltate: «Dovrebbero perlomeno avere il buon gusto di indicare qualche alternativa o, meglio ancora, provvedere dì tasca propria agli inderogabili bisogni della loro città». Tutto normale, eppure loperazione Coca-Cola agita non poco le acque in Laguna; voci contrarie alloperazione si fanno sentire allinterno della stessa giunta, mentre intere categorie si ribellano e lassessore al Decoro, Augusto Salvadori, che ci si immagina dovesse essere informato per primo, visto che si tratta dellimmagine della città, dice di aver saputo solo dai giornali di questa iniziativa, e di non poter commentare, se prima non prende visione del contratto che giace a Cà Farsetti in attesa delle firme delle parti. Si doveva chiudere in settimana, ma adesso dallufficio del sindaco dicono che le polemiche rischiano di far saltare tutto: cè il timoreche quelli della Coca-Cola preferiscano fuggire alle polemiche, e pensare che era cosa fatta. I primi a reagire, già domenica, quando la notizia era stata anticipata dal quotidiano «La Nuova di Venezia e Mestre», erano stati gli esercenti: per loro, uno sponsor che colonizza la città, «sputando» lattine a prezzo concorrenziale, è peggio di una pugnalata. Sarà vero che con 20 milioni di turisti allanno a Venezia ce nè per tutti, ma è altrettanto vero che con una concorrenza così diventa difficile alzare i listini. Dalla loro parte cè Giuseppe Bortolussi, che è assessore al Commercio. Si chiama fuori con eleganza («non ne sapevo niente») e, comunque, nel dubbio gufa alla grande, ricordando un precedente del Duemila, quando per il Giubileo i distributori avevano tentato una prima invasione della città, restando inutilizzati o quasi. La parola chiave è e resta «denaro». A Cacciari le contestazioni, esercenti a parte, arrivano non per il fatto che vende Venezia alla Coca-Cola, ma perché la svende: 2 milioni sono pochi gli dice An e gli dicono anche gli artigiani. Pochi per ora sembrano occuparsi dellimpatto estetico e culturale dei 38 frigoriferi. Il sindaco comunica che li piazzerà sugli imbarcaderi e sui pontili dei vaporetti, come a dire che tanta polemica poggia sul nulla. Invece proprio questo, secondo Franco Miracco, consigliere della Biennale e voce autorevole della cultura in città, non è un peccato veniale: «Gli imbarcaderi sono tra i punti più suggestivi della città».
VENEZIA - Disfida Coca-Cola. Galan a Cacciari: se proprio devi vendere Venezia, almeno non farlo per quattro soldi
Il Comune di Venezia ha deciso di installare 38 distributori di Coca-Cola nel centro storico della città, in cambio di 2 milioni e 100 mila euro spalmati su cinque anni. Il sindaco Massimo Cacciari afferma che l'operazione è necessaria e che solo le anime belle possono trovare la cosa bizzarra. Tuttavia, le voci contrarie alloperazione si fanno sentire allinterno della giunta e intere categorie si ribellano. Gli esercenti di ristoranti e bar hanno reagito duramente, considerando uno sponsor che colonizza la città come una pugnalata.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo