IL NO di Roberto De Simone è irrevocabile. Il compositore non lavorerà alla mostra musicale del Settecento napoletano in programma al Conservatorio e non cederà ad altri il suo progetto. Per realizzare lesposizione, dunque, bisognerà ricominciare tutto daccapo. La drastica decisione arriva dopo lennesimo tentativo di mediazione andato in fumo, stavolta ad opera del soprintendente al Polo mussale Nicola Spinosa che ha cercato invano di ricucire lo strappo tra il maestro e lassessore Claudio Velardi. Proprio dintesa con lesponente della giunta Bassolino e con i1 presidente del Conservatorio Niccolò Parente, Spinosa individua una possibile via duscita: la mostra non sarà curata più da Pasquale Scialò, docente allistituto Suor Orsola Benincasa incaricato da Velardi di coordinare le quattro tappe della «Città Cantante», ma direttamente dalla Soprintendenza attraverso la dirigente e storica dellarte Gemma Cautela. A questo punto Spinosa propone al maestro De Simone la partecipazione diretta allorganizzazione dellevento anche attraverso lutilizzo del progetto elaborato dallo stesso musicologo. Ma la risposta di De Simone, raggiunto al telefono a Bari (dove sta riportando in scena la Turandot per la riapertura del Petruzzelli), è categorica: «Non recito farse né commedie dellarte improvvisate con convenzionale epilogo a lieto fine - tuona - Resto fermo sulle mie posizioni, ho ritirato il progetto e non voglio che venga realizzato da altri. Il mio nome - aggiunge - deve restare fuori da questa manifestazione. Il Conservatorio, in piena libertà, può decidere come andare avanti, non sarò certo io a impedirglielo». E adesso? Lobiettivo è realizzare comunque lesposizione, nonostante le polemiche e iritardi accumulati: «In settimana riunirò il comitato scientifico - spiega Spinosa - La mostra sarà curata dalla Soprintendenza, non più da Scialò o dal Conservatorio. Spero, dunque, che alla fine il maestro, comè giusto che sia, voglia dare il suo fondamentale contributo allimpresa nellinteresse della città e di tutti noi». Nel mondo politico, intanto, cresce il fronte bipartisan della conciliazione. Vi fa parte il vicepresidente della giunta regionale, Antonio Valiante, secondo cui «è necessario chiarire lequivoco creatosi nelle ultime ore. Tutti dobbiamo adoperarci in questa direzione». Daccordo il sottosegretario allEconomia e coordinatore regionale di Forza Italia Nicola Cosentino: «Più che cercare un colpevole a tutti i costi, ritengo che la cosa migliore nellinteresse di Napoli sia una veloce e pacifica ricomposizione della lite, riconoscendo a Cesare ciò che è di Cesare. Indubbiamente Roberto De Simone rappresenta assai più di un patrimonio per questa città e per lintero Mezzogiorno. E un simbolo. E come tutti i simboli necessita, in primo luogo, di rispetto e profonda riconoscenza. Allo stesso modo va anche detto che lassessore Velardi ha, per molti aspetti, incarnato un elemento di novità e di rottura allinterno delle giunte Bassolino, che non hanno mai brillato per efficienza e capacità». Per il consigliere regionale del Prc, Vito Nocera, «Roberto e Claudio devono incontrarsi per voltare pagina». Infine il consigliere regionale del Pd Felice lossa: «Velardi chieda scusa al maestro De Simone. Da quando è stato nominato assessore, ha polemizzato cori tutti, criticando senza costruire nulla di buono. E poi propongo a Bassolino di nominare il maestro Muti ambasciatore di Napoli nel mondo».
NAPOLI - De Simone dice no a Spinosa: E una farsa. Il compositore respinge la mediazione del soprintendente.
Il compositore Roberto De Simone ha deciso di non partecipare alla mostra musicale del Settecento napoletano al Conservatorio, a causa di una disputa con lassessore Claudio Velardi. La disputa è stata mediata dal soprintendente al Polo mussale Nicola Spinosa, ma De Simone ha rifiutato di cedere il suo progetto. La mostra sarà curata dalla Soprintendenza, senza la partecipazione di De Simone. Il vicepresidente della giunta regionale Antonio Valiante ha chiesto di chiarire l'equivoco creatosi nelle ultime ore, mentre il sottosegretario allEconomia Nicola Cosentino ha proposto una veloce e pacifica ricomposizione della lite.
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