LItalia ha giocato un ruolo chiave nella protezione dei beni archeologici iracheni fin dallimmediato dopoguerra, quando allinterno del contingente militare Antica Babilonia schieratosi a Nassiryah e nella provincia del Dhigar nel giugno 2003 venne inserito un reparto di carabinieri del reparto Tutela Patrimonio Culturale. Specialisti nei beni archeologici inseriti nella Multinational Specialized Unit, il reparto dellArma che a Nassiryah disponeva di unità antisommossa e investigative, forze speciali e istruttori per addestrare il primo embrione della polizia irachena. I militari specializzati nella tutela dei beni culturali misero subito in sicurezza larea dello Ziggurat, il tempio sumero dellantica città di Ur circondato da oltre 2.000 tombe a ridosso della base militare alleata di Tallil che aveva subito numerose visite dai tombaroli. Una professione malavitosa in gran voga nellIraq del primo dopoguerra, dominato da precarie condizioni di sicurezza anche a causa di Saddam Hussein che prima di fug- gire da Baghdad aveva fatto scarcerare oltre centomila criminali comuni. Se alcune stime valutano in oltre 15.000 i "pezzi" sottratti da Museo di Baghdad, è però impossibile stabilire il numero di reperti trafugati dai circa 10.000 siti archeologici iracheni, situati in buona parte lungo le rive del Tigri e dellEufrate, da bande composte da decine di uomini armati di kalashnikov, lanciagranate e mitragliatrici a bordo di pick up. Gruppi malavitosi simili per consistenza e armamento alle milizie della guerriglia ma in contatto con mediatori in grado di acquistare la refurtiva, farla uscire dallIraq e rivenderla a collezionisti di tutto il mondo. Nella provincia del Dhiqaril lavoro deicarabinieri ha consentito non solo di controllare molti siti ma anche di proteggere il lavoro degli archeologici iracheni. Una presenza che ha scoraggiato i tombaroli che già dopo pochi mesi dallarrivo degli italiani avevano spostato le loro attività in altre province dove i contingenti militari internazionali non si occupavano certo dei beni archeologici. Con il supporto dellArma nel Dhigar sono stati rinvenuti 621 siti archeologici, map- pati e catalogati tenendo conto anche dei saccheggi subiti. Gli istruttori della Tutela Patrimonio Culturale hanno inoltre addestrato 150 guardie irachene addette, armi in pugno, alla protezione dei siti archeologici. In tre anni e mezzo di operazione Antica Babilonia i carabinieri hanno recuperato 630 reperti archeologici e 500 monete antiche ma le indagini svolte in Italia e in Europa hanno contribuito a recuperare parte delle 15.000 opere rientrate in Iraq negli ultimi anni. Il ruolo italiano non si è limitato alla presenza dei carabinieri ma ha visto anche lo stanziamento di fondi per rimettere in sesto i musei di Nassiriya, Diwaniyah e Kufa, mentre il Centro ricerche archeologiche e scavi di Torino si occupato del restauro delle sale del Museo di Bagdad riaperte ieri. Domani alla Farnesina Il Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondí, e il Ministro iracheno del Turismo e delle Antichità, Kathan Abbasal-Jabouri illustreranno i progressi effettuati in questi anni nel recupero e ripristino di uno dei patrimoni archeologici più ricchi e importanti del mondo.