Lo staff di Roberto De Simone non è potuto entrare. «Disguido o boicottaggio?» Oggi la riunione del cda La Turandot dovrebbe inaugurare il 21 marzo la stagione della Fondazione nel teatro ricostruito. Il regista a Bari per la Turandot: «Non capisco, se non entro il 27 è finita» C'è chi parla di un disguido, chi di un vero e proprio boicottaggio da parte del ministero. Fatto sta che ieri le porte del Petruzzelli sono rimaste chiuse per la prima giornata di prove della Turandot di Puccini, spettacolo curato da Roberto De Simone, che dovrebbe inaugurare il 21 marzo la stagione della Fondazione proprio nel teatro barese. «Stiamo lavorando da un anno alla Turandot - racconta il maestro De Simone - e sono ottimista. Le prove le abbiamo iniziate al Kursaal ma per le scenografie abbiamo bisogno del palco del Petruzzelli». Oggi si riunisce il consiglio di amministrazione della Fondazione. La stagione è a rischio. BARI Porte del Petruzzelli chiuse ieri per la prima giornata di prove della Turandot di Puccini, spettacolo curato da Roberto De Simone, che dovrebbe inaugurare il 21 marzo la stagione della Fondazione proprio nel teatro barese. C'è chi parla di un disguido, chi di un vero e proprio boicottaggio da parte del ministero. Fatto sta che ieri le maestranze sono state ospitate all'interno del Kursaal Santalucia per le prove. Una situazione temporanea però perché venerdì arriveranno le scenografie, costruite ad hoc proprio per il palco del Petruzzelli. Ma non si sa dove saranno sistemate. «Stiamo lavorando da un anno alla Turandot - racconta il maestro De Simone - e sono ottimista. Sono convinto che riusciremo ad entrare nel Petruzzelli. Noi comunque continueremo a lavorare proprio in questo senso. Ma è fondamentale che almeno per il 27 riusciamo ad entrare. Oggi le prove le abbiamo potute fare qui al Kursaal ma per le scenografie abbiamo bisogno del palco del Petruzzelli». Il 13 febbraio scorso il sovrintendente Giandomenico Vaccari aveva inviato una lettera al direttore dei lavori Enrico Bentivoglio per sollecitare la consegna delle chiavi del teatro. Ma nessuna risposta è arrivata da Roma. Un silenzio che sta diventando pesante per la Fondazione che non sa come organizzare la prossima stagione. L'ipotesi della Fiera del Levante sembra tramontare: non ci sarebbe infatti tempo sufficiente per allestire il padiglione 18 che dovrebbe ospitare la prima della Turandot. Senza considerare che la Fondazione ha messo da parte i 500mila euro da dare alla famiglia Messeni Nemagna come canone di affitto, e quindi non avrebbe altri fondi per preparare il padiglione della Fiera. A peggiorare la situazione anche il mancato rispetto del cronoprogramma fissato dal ministro Sandro Bondi: dalla riunione della commissione provinciale per il pubblico spettacolo che dovrebbe dare l'ok all'agibilità (si doveva tenere entro la fine del 2008) alla riattivazione dei locali commerciali e alla riallocazione del personale all'interno del teatro. Passaggi che dovevano essere conclusi già per la fine di gennaio. Ma che sono stati tutti rinviati a data da destinarsi. Oggi si riunisce il consiglio di amministrazione della Fondazione. All'ordine del giorno c'è la lettera di un componente del cda Mario Carrieri che invita a fare chiarezza su un altro punto interrogativo, quello dell'orchestra provinciale. Che secondo quanto richiesto dal presidente della Provincia, Vincenzo Divella, debba essere assorbita dall'orchestra della Fondazione. Ma sicuramente si affronterà anche il problema della stagione e del perché la consegna delle chiavi non sia ancora avvenuta.