categoria: REDAZIONALE La protesta Da 8 anni aspettano di tornare in via Settembrini. Nota del museo Circa 50 senzatetto dell'alluvione del 2001 che ancora aspettano per rientrare nelle loro case in via Settembrini, hanno protestato ieri davanti al museo Madre. I manifestanti, tra cui donne e bambini, hanno portato brandine e sacchi a pelo: «Siamo pronti a dormire nel museo - spiega Dino Tartaglia portavoce dei manifestanti - per dare un segnale forte affinchè la nostra situazione si sblocchi». Hanno anche chiesto un incontro con i vertici regionali e comunali e dovrebbero avere un incontro con il vicesindaco di Napoli Sabatino Santangelo. «Chiediamo spiega Tartaglia - al sindaco Iervolino di dare soluzione a questo nostro assurdo problema». «L'ingresso al Museo Madre è stato interdetto per l'intera giornata a causa di una manifestazione - si legge in una nota del Madre - indetta dal comitato dei cittadini di via Settembrini. Il lunedì, com'è noto, l'ingresso è gratuito e dunque il danno è stato inferto soprattutto ai giovani, alle scolaresche, ai gruppi di anziani e a quanti durante il resto della settimana fanno fatica a pagare il prezzo del biglietto. Il Madre è stato istituito in un quartiere le cui difficoltà sociali erano evidenti e anzi sono state all'origine della scelta della Regione di essere qui e non altrove. Si pensava e si continua a pensare di poter essere un punto di riferimento e un acceleratore per pratiche amministrative volte al miglioramento della zona, sia dal punto di vista urbanistico sia dal punto di vista sociale. Il Madre svolge tra l'altro un'intensa attività didattica e di accoglienza per i bambini e le famiglie del quartiere, senza però mai rinunciare al proprio mandato politico-culturale». L'occupazione del museo Madre