Il libro Esce «Mediterraneo 2010», curato da Enzo Giustino. Prefazione della leader di Confindustria Tutti i Paesi mediterranei partner dell'Ue sono legati all'Europa da un complesso intreccio di rapporti storici, culturali ed economici. A tutt'oggi il processo di Barcellona è stata l'unica sede in cui tutti i partner mediterranei hanno potuto scambiare opinioni e avviare un dialogo costruttivo. Basterebbero queste due constatazioni a spiegare perché, anche se la concretizzazione del Partenariato Euro- Mediterraneo avviato con il Processo di Barcellona resta al di sotto delle aspettative, l'importanza dell'Area mediterranea sta oggi prepotentemente acquistando grande visibilità sia per la nascita dell'Unione per il Mediterraneo sia per i flussi di investimenti che i Paesi del Golfo stanno indirizzando su tale Area. Al di là di quelli che saranno i risultati concreti e l'effettiva implementazione dell'Unione per il Mediterraneo, che come tutti i processi euromediterranei sarà sottoposta al vaglio degli uomini, del tempo e della storia, è però innegabile che l'irrompere di questa nuova Architettura sullo scenario economico e politico del bacino mediterraneo ha fatto riacquistare un nuovo impulso al processo di integrazione tra i Paesi che lo delimitano. L'integrazione dell'area del Mediterraneo con l'Unione europea è, e resta, infatti, un obiettivo imprescindibile e la sua piena realizzazione è la condizione necessaria per sostenere lo sviluppo economico a vantaggio di ambedue le Aree. I processi di modernizzazione e di privatizzazione stanno andando avanti con forza in tutta l'Area; molto è stato fatto, occorre però che il processo di apertura tra le economie sudmediterranee venga completato rapidamente. Da parte nostra, quale Sistema Italia, rafforzare i legami commerciali ed economici con Paesi della sponda sud del Mediterraneo significa sostenere lo sviluppo di questi Paesi e il nostro. Dalla stabilizzazione, dalla crescita economica e da adeguate infrastrutture di tale Area integrata dipenderà anche, in larga misura, la possibilità concreta di rilancio del nostro Paese e in particolare del Mezzogiorno, al di là delle formule purtroppo teoriche che indicano l'Italia come ponte, porta o piattaforma sul Mediterraneo. Quello che chiediamo con forza ai Governi europei e mediterranei è di procedere senza tentennamenti nell'attuazione dell'Area di integrazione economica, che consentirà alle nostre imprese di considerare i reciproci mercati alla stregua di mercati domestici. Non possiamo tuttavia affidarci soltanto ai Governi e all'Ue per realizzare questa integrazione. Il ruolo degli imprenditori è fondamentale sia sul piano economico che su quello sociale, perché dal mondo imprenditoriale, è costantemente venuta una risposta chiara e forte a tutti coloro che irresponsabilmente fomentano divisioni e conflittualità tra le nostre culture, religioni e società. Oggi, in un momento in cui l'Europa si trova di fronte a sfide economiche impegnative, la Regione del Mediterraneo può e deve rappresentare l'area di riferimento cui guardare per attivare partenariati economici strategici. Siamo di fronte a una fase di profondo cambiamento per la politica euromediterranea. È, infatti, una nuova partita a tre di sviluppo economico tra Europa, Paesi Sudmediterranei e Medio Oriente, quella che si sta delineando nell'area dove i Paesi del Golfo con i loro capitali sono ormai i principali investitori in Nord Africa e Vicino Oriente e i Paesi Europei possono fornire capacità imprenditoriale e know-how tecnologico per creare insieme occupazione e aumento di potere di acquisto e, quindi, mercati. In quest'ottica dobbiamo proseguire con continuità nel Programma di Azione ideato da Confindustria, lanciato con il grande Forum Economico Mediterraneo di Palermo del 2006, che coinvolge con una serialità di azioni alcune nostre principali associazioni territoriali. Ognuna di esse, con il supporto dell'Associazione specializzata sull'Area, ha sviluppato iniziative mirate con i singoli Paesi, funzionando al punto di ingresso nel singolo mercato e da punto di riferimento per tutte le altre componenti del sistema Confindustria. Un immenso patrimonio di contatti imprenditoriali da non disperdere, soprattutto perché dobbiamo far sì che la ricchezza che insieme produciamo resti nell'area e contribuisca al suo stesso sviluppo, a beneficio soprattutto delle piccole e medie imprese di entrambe le sponde del Mediterraneo. Le nostre economie sono infatti caratterizzate da una prevalenza di Pmi, elemento che da un lato rende più difficile il processo di internazionalizzazione ma dall'altro si traduce in un vantaggio quando ci confrontiamo con sistemi industriali con i quali condividiamo questa caratteristica, come quelli dei Paesi della sponda sudmediterranea. Ciò farà avanzare quei valori di business environment e di good governance che sono alla base stessa dell'impresa, la quale a sua volta potrà così esplicare con forza il suo ruolo di madre di democrazia e sviluppo. Conoscere e approfondire per poi fare le premesse per una positiva integrazione tra le nostre economie ci sono tutte, è, dunque, nostra responsabilità di imprenditori lavorare e confermare la validità della nostra presenza come Sistema Italia. Il ruolo degli imprenditori è fondamentale sul piano economico sociale Il sogno è quello di trasformare «il Mediterraneo in uno spazio di pace, democrazia, cooperazione e prosperità», così come hanno annunciato i 50 capi di Stato riunitisi al vertice di Parigi del luglio scorso. «Una vela afferma Enzo Giustino che non riesce a prendere il largo, ma nella quale, noi del Mezzogiorno, dovremmo soffiare». Giustino, ex vicepresidente di Confindustria, ha ''cucito" insieme molti punti di vista: quelli di imprenditori (Cristiana Coppola), manager (Massimo D'Aiuto) e banchieri (fra i quali Vincenzo Pontolillo, presidente di Banconapoli) realizzando un volume «Mediterraneo 2010. Sfida vitale per il Mezzogiorno» (per i tipi di Guida, 19 euro) nel quale si ''raccontano" gli scenari futuri di quell'area di libero scambio che l'anno prossimo diventerà il Mediterraneo. Pubblichiamo la prefazione al testo di Emma Marcegaglia Presidente di Confindustria
Area Med, volano del Mezzogiorno
Il libro "Esce Mediterraneo 2010" di Enzo Giustino esplora l'importanza dell'Area mediterranea per l'Europa e per il suo sviluppo economico. Il processo di Barcellona è stato un punto di partenza per un dialogo costruttivo tra i Paesi mediterranei e l'Unione europea. L'integrazione dell'Area mediterranea con l'Unione europea è un obiettivo imprescindibile per sostenere lo sviluppo economico a vantaggio di ambedue le aree. Il Sistema Italia rafforza i legami commerciali ed economici con i Paesi della sponda sud del Mediterraneo, sostenendo lo sviluppo di questi Paesi e il proprio.
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