Andranno al museo in attesa di una adeguata valorizzazione dei nuovi tesori Il Comune acquista la collezione Fornoni. La Perbellini: presto una mostra Le più antiche risalgono al '400, le più recenti arrivano fino alla metà del '900. Gli autori vanno da Matteo de' Pasti a Nereo Costantini, sono in bronzo, argento e oro, e sono tutte veronesi, narrano di Scipione Maffei o dell'esilio veronese di Luigi XVI, dell'Accademia Filarmonica come della Banca Mutua Popolare. Sono le duecento e più medaglie che compongono la collezione che Eugenio Fornoni ha scelto di alienare a favore del Comune di Verona. Un'operazione costata 110mila euro prelevati dal fondo che la Fondazione Cariverona mette a disposizione del Comune per le operazioni a carattere culturale. Ora la raccolta, il cui valore è aumentato dal carattere di unitarietà e completezza, andrà ad arricchire il medagliere del Museo di Castelvecchio in attesa di un'adeguata valorizzazione attraverso lo studio e la catalogazione, con la previsione, come ha spiegato l'assessore alla cultura Erminia Perbellini, di un'esposizione al pubblico. Appassionato numismatico, Fornoni ha acquisito dieci anni fa una storica collezione e si è da allora dedicato al suo completamento con altri pezzi veronesi man mano che apparivano sul mercato. Quello delle medaglie e delle monete è un filone che a Verona si intende seguire con particolare attenzione: Margherita Bolla, direttrice dei Musei in sostituzione di Paola Marini in questo periodo assente, ha anticipato la prossima mostra al Museo Archeologico sulla monetazione avvenuta sotto Probo, imperatore romano del III secolo. «Vogliamo incrementare - spiega l'assessore - gli appuntamenti espositivi in un sito che, a dispetto della situazione critica internazionale, ha visto aumentare lo scorso anno il numero di visitatori ». E se medaglie e monete contengono elementi preziosi per gli studiosi, questi oggetti, coniati in poche decine di esemplari in occasioni di ricorrenze importanti, traghettatori nel tempo di immagini capaci di raccontare in pochi centimetri brandelli di storia della città, sono ricchi di fascino per tutti.