Restaurata la prima sala ottocentesca, progetto realizzato con i fondi raccolti dal Comitato francese Da Napoleone a Sissi, era la dimora dei sovrani. Farà parte del Correr Presentata la prima tappa dell'intero recupero. Romanelli: così raddoppieremo gli spazi espositivi Era la sala dei «pranzi settimanali ». Qui, circondati da fregi e stucchi neoclassici, presero posto Napoleone e più tardi i reali asburgici Sissi e Francesco Giuseppe. Una sala perduta nel tempo, tra incuria e utilizzi impropri, che ora torna all'antico fasto grazie a un minuzioso restauro. Ed è solo la prima tappa: il graduale recupero delle stanze successive farà a rivivere il Palazzo Reale di Venezia, dimora di sovrani a partire dall'Ottocento quando Napoleone mise mano alla distribuzione architettonica di Piazza San Marco, demolendo la chiesa di San Giminiano per far posto al «suo» palazzo. La sorte di quelle stanze imperiali non fu però felice e successivamente vennero occupate da uffici e lasciate così all'incuria. Fino all'attuale progetto di restauro, reso possibile dall'iniziativa di fund raising del Comitato francese per la Salvaguardia di Venezia, quasi un risarcimento postumo per quegli interventi, non proprio indolori, di Napoleone. «Oggi più che mai sono fondamentali i contributi dei privati», ha sottolineato ieri il sindaco Massimo Cacciari intervenuto all'inaugurazione della sala. «Con il taglio drastico di risorse da parte dello Stato, noi oggi possiamo intervenire per salvare molte opere dal degrado solo grazie ai privati. Lo stiamo facendo a Palazzo Ducale dove alcuni sponsor stanno finanziando un intervento fondamentale, ma sono aziende d'affari e in cambio ci hanno chiesto di far loro pubblicità. I comitati privati invece da anni si adoperano reperendo fondi solo per amore della città». Il Comitato francese è riuscito in particolare a coinvolgere il World Monuments Fund, ente internazionale di raccolta di finanziamenti per il restauro, che ha messo a disposizione mezzo milione di euro. «Con queste risorse ha spiegato il direttore dei Musei Civici Giandomenico Romanelli è stato possibile recuperare una sala che si trovava in condizioni disastrose. Le decorazioni alle pareti e nella volta, il pavimento, gli infissi erano pesantemente compromessi». Il restauro è stato affidato alla ditta Corest di Stefano e Gea Provinciali e ha restituito i colori pastello delle figure neoclassiche realizzate da Giuseppe Borsato, gli stucchi, le porte lignee intagliate e laccate, il pavimento in legno intarsiato, mentre le tende confezionatecon tessuti offerti dalla ditta Rubelli sono state ricostruite filologicamente. Ora la sala, che si trova nelle immediate adiacenze del Salone da Ballo, fa parte a pieno titolo del percorso del Museo Correr. Un percorso che dovrebbe via via arricchirsi delle altre stanze del Palazzo Reale: «L'obiettivo è quello di liberare le altre sale e restaurarle, arrivando fino all'area del Museo Archeologico e della Biblioteca Marciana ha aggiunto Romanelli raddoppiando di fatto gli attuali spazi espositivi». I tempi non saranno brevi né certi, perché occorrerà reperire ulteriori risorse. Il Comitato francese è per fortuna già disponibile, come ha confermato il presidente Jérome Zieseniss: «Nonostante questo periodo di crisi, possiamo dire che continueremo nel lavoro di restauro di Palazzo Reale, in omaggio alla lunga amicizia che lega la Francia all'Italia».