Il Veneto del futuro Presentato lo strumento che pianifica e regola la gestione del territorio «Ho chiesto una cosa precisa ai nostri tecnici: eliminare dal testo finale i termini divieto, limite, vincolo». Un frase che riassume tutto lo spirito del Piano territoriale regionale di coordinamento, un piano d'indirizzo che secondo il governatore Giancarlo Galan: «Fornirà le linee strategiche per disegnare il nostro futuro, nella massima libertà, senza vincoli, concertando ogni decisione con i comuni, le Province e il territorio. Per far questo non abbiamo nemmeno messo un limite ai posti barca nei porti». Un piano che dovrebbe diventare la «stella polare» del Terzo Veneto all'insegna della «bellezza e del benessere ». «Abbiamo cercato di fare sintesi di una sinfonia di voci e abbiamo evitato in ogni modo l'egemonia degli urbanisti» spiega Galan che ieri, assieme all'assessore regionale all'Urbanistica Renzo Marangon, ha presentato il Ptrc nell'aula Magna dell'Università di Padova. A conferma della pluralità di voci che ha contribuito alla stesura del documento, gli incontri propedeutici che si sono susseguiti negli ultimi 5 anni e che hanno coinvolto tra gli altri, lo scrittore Mario Rigoni Stern, il sociologo Ulderico Bernardi e il politologo Paolo Feltrin. «La nostra Regione di fatto è una grande metropoli diffusa, una sorta di Los AngelEs - continua il Governatore una megalopoli con i suoi grandi quartieri quindi le nostre città, importantissime realtà economiche, un patrimonio paesaggistico che va preservato e inestimabili tesori d'arte». «Essendo un'unica realtà dovrebbe essere governata come tale, quindi avere un'unica multiutility e un solo grande aeroporto, supportato magari da uno scalo minore di appoggio». Galan insiste così sul concetto di libertà: «Con questo piano senza imposizioni agli enti locali vogliamo coniugare la tutela del territorio e lo sviluppo economico della nostra regione». Uno sviluppo che potrebbe passare anche per Venetocity, il mega insediamento fieristico, direzionale-commerciale e residenziale (oltre un milione e 750 mila metri cubi) che potrebbe sorgere a cavallo tra i comuni di Dolo, Mirano e Pianiga. «Dire che il Ptrc contiene questa struttura non è esatto conclude il presidente - Detto questo però, mi limito ad osservare che tra meno di vent'anni la popolazione veneta aumenterà di mezzo milione di persone e mi chiedo se non sia opportuno iniziare a costruire in altezza almeno le strutture che ospitano direzionale e commerciale». Sul mega insediamento, al centro ormai da anni di polemiche feroci, spezza una lancia anche Marangon: «Si andrebbe a razionalizzare un'area che i comuni competenti in passato avevano già destinato a questa vocazione». «Nel piano però abbiamo voluto essere inequivocabili sui terreni agricoli: non devono più essere considerati aree in attesa di essere edificate, ma come una ricchezza del nostro territorio» aggiunge l'assessore. Del «Piano regolatore regionale» che entro ottobre, con le opportune osservazioni, dovrà approdare in Consiglio regionale, fanno parte anche alcune «carte tematiche » che hanno l'ambizione di disegnare il futuro del territorio regionale da qui a vent'anni. Tra queste spiccano quelle dedicate all'utilizzo del suolo, alla biodiversità, allo sviluppo economico e produttivo, al turismo e alla crescita sociale e culturale. «Galan ha delineato oggi lo sviluppo del nostro sistema regionale creando una specie di mondo dei sogni lontano mille e miglia dalle esigenze del nostro territorio attacca Paolo Giacon responsabile della segreteria politica del numero uno del Pd regionale Paolo Giaretta-. Peccato si sia dimenticato del lavoro, dell'intermodalità, dell'impresa, della solidarietà, dell'autonomia, della valorizzazione delle risorse territoriali e del pieno rispetto dell'ambiente: cardini del modello veneto a cui non è possibile in nessun modo rinunciare e che vanno invece potenziati». Di parere diametralmente opposto è invece Ance Veneto. «I costruttori veneti commenta Stefano Pelliciari presidente regionale dei costruttori aspettano con interesse e partecipazione la rapida esecuzione del Ptrc, l'architrave del Terzo Veneto, che sbloccherebbe e riqualificherebbe la pianificazione urbanistica dei comuni». «Condivido a pieno conclude Pelliciari l'obiettivo fondamentale del piano di conciliare sviluppo economico e sostenibilità preservando la qualità della vita e il concetto del bello. Una filosofia che Ance Veneto ha fatto sua consapevole che le politiche di espansione urbanistica del futuro debbano tener conto degli errori del passato». Alberto Rodighiero