Senza contratto Laureati, specializzati, non più giovanissimi, con anni, quando non decenni, di esperienza alle spalle. Precari da sempre. Il problema, stavolta, è che a rischiare non ci sono solo loro. A rischio ci sono due istituzioni culturali della città. Il museo di Storia naturale e l'Acquario Civico, che detto tra parentesi è l'unica testimonianza rimasta in città dell'Expo anno di grazia 1906. Già, perché i sedici precari sono già da due mesi senza uno straccio di contratto. La loro «collaborazione professionale» è scaduta inesorabilmente il 31 dicembre. Ogni anno la stessa storia. I contratti scadono e poi si rinnovano. Con calma, che tanto i precari al lavoro continuano ad andarci. Quest'anno la musica potrebbe purtroppo essere diversa. Perché ai sedici collaboratori è stato detto con chiarezza: state a casa, fino a quando non avrete il nuovo pezzo di carta. Problemi di copertura assicurativa, gli hanno comunicato. E così, nonostante le buoni intenzioni e la fiducia che il contratto prima o poi arriverà, i sedici addetti al lavoro molto probabilmente dai prossimi giorni non ci potranno più andare. Storie di ordinaria precarietà. Ma questa volta le domande sono (anche) altre. Chi darà da mangiare ai pesci dell'Acquario? Chi si preoccuperà delle collezioni del Museo di Storia Naturale? Domande che sono arrivate anche in Consiglio comunale. Una delegazione dei co.co.co ha bussato ieri alle porte dei capigruppo di Palazzo Marino. Il capogruppo Pd, Pierfrancesco Majorino, punta il dito contro l'amministrazione: «Siamo quasi alla fine di febbraio: l'assessore alla Cultura non è intervenuto per tempo, nonostante il Bilancio preventivo 2009, votato prima del 31 dicembre 2008, preveda i fondi per questi costi da sostenere». Dal presidente del Consiglio comunale, Manfredi Palmeri, arriva una proposta: «Sarebbe utile creare una Fondazione "Polo museale scientifico di Milano" che comprenda il Museo civico di Storia naturale, il Planetario, e l'Acquario. Si favorirebbe così il reperimento delle risorse private e si aumenterebbe l'efficienza nella gestione, che deve necessariamente includere quelle riconosciute professionalità costruite negli anni».