Due scienziati studieranno le condizioni di conservazione dello scheletro dell'Uomo di Altamura. E dopodomani, giovedì 26 febbraio, si caleranno nella Grotta di Lamalunga, che custodisce il segreto da centinaia di migliaia di anni. Lo ha deciso il pubblico ministero Francesco Bretone, titolare di un'inchiesta - ancora ai primi passi - nata dall'esposto di un ingegnere altamurano che segnala il rischio di deterioramento del reperto paleontologico. I possibili danni allo scheletro, secondo l'esposto, potrebbero derivare dai fari accesi sul reperto, allo scopo di favorirne le riprese da parte delle telecamere a circuito chiuso. Che rimandano l'immagine al museo multimediale che si trova in superficie, che richiama un esercito di visitatori da ogni parte del mondo. L'esposto, insomma, mette in discussione la correttezza dell'operato del professor Vittorio Pesce Delfino, l'antropologo che ha coordinato - per conto del Comune di Altamura e dell'ateneo barese - la realizzazione del museo multimediale, nell'ambito del progetto denominato «Sarastro». Conseguentemente, il magistrato - come atto dovuto - ha iscritto Pesce Delfino nel registro degli indagati, ipotizzando una gestione irregolare del finanziamento pubblico e quindi, sempre in linea teorica, il reato di peculato. In dettaglio, giovedì si caleranno nella Grotta di Lamalunga due scienziati dell'Università di Roma Tre, e cioè il professor Paolo Del Vecchio, docente di Elettrotecnica al corso di laurea in Ingegneria informatica, e il professor Giuseppe Schirripa Spagnolo, docente di Fondamenti di fisica generale al corso di laurea in Ingegneria meccanica dell'ateneo romano. I due esperti di elettrotecnica e di fisica, secondo quanto si è appreso, studieranno il microclima e le condizioni generali nelle quali si trova l'Uomo di Altamura, sotto i fari che lo illuminano perennemente da alcuni anni. Quella di giovedì, per i consulenti romani, sarà una giornata piuttosto impegnativa. Per calarsi nel sito archeologico sono necessarie circa quattro ore di cammino, e altrettante per risalire in superficie. In alcuni punti particolarmente stretti, è necessario procedere carponi. I due scienziati eseguiranno rilievi tecnici, fotografie e riprese e nel giro di due mesi consegneranno la consulenza scritta al dottor Bretone. Il quale potrà quindi farsi un'idea più chiara di tutta la vicenda. L'Uomo di Altamura fu scoperto a ottobre del 1993, in concreto quasi 16 anni fa, da tre speleologi del gruppo Cai-Vespertilio di Bari, anche se la strada sotterranea era stata già percorsa, fino a qualche giorno prima, dagli speleologi del Cars di Altamura. Fra le due associazioni nacque una disputa sulla primogenitura della scoperta, sfociata anche in una battaglia giudiziaria. E adesso l'indagine penale. AI LETTORI: Se fosse già stato approvato dal parlamento il cosiddetto «disegno di legge Alfano» in tema di intercettazioni e giustizia, che introduce forti restrizioni nel campo dell'informazione giudiziaria, questo articolo non sarebbe stato possibile pubblicarlo.