La polemica sui distributori automatici nella città della laguna La Coca-Cola non si "compra" Venezia. Lo sottolinea il Comune precisando che l'accordo di oltre 2 milioni di euro in discussione con l'azienda della famosa bibita non prevede «un'invasione» di distributori automatici nella città della laguna. Il Comune reagisce così ad un articolo della «Stampa» che anticipa i termini del contratto. È una strategia finanziaria oggi indispensabile per la salvaguardia del nostro patrimonio monumentale-artistico ed è esattamente in linea con quanto auspicato dal Ministero dei Beni culturali». Il sindaco di Venezia Massimo Cacciari si dice «stupefatto» delle polemiche sul progetto di partnership tra il Comune e la Coca-Cola, «una delle più grandi e prestigiose marche del mondo», progetto che ricalca il metodo già adottato con altre grandi aziende. «Ogni operazione è approvata dalla Soprintendenza ai Beni architettonici e i fondi ottenuti vengono usati con la massima trasparenza ai fini di tutela e salvaguardia della città», sottolinea il sindaco, facendo notare che la partnership con la Coca-Cola «segue perfettamente il metodo già adottato per altre e altrettanto prestigiose collaborazioni, come con Lancia per il restauro di Palazzo Ducale, con Swatch per la Biblioteca Marciana, con Replay per Cà Rezzonico, con Bulgari per la Scala d'Oro, e inoltre con Fassa Bortolo, Msc Crociere, Banca Intesa, ecc.». Secondo Cacciari, l'idea che la tutela e la salvaguardia di Venezia «possano essere garantite soltanto da gratuito mecenatismo è semplicemente irrealistica o dettata da pura malafede» e il Comune quindi «intende proseguire con decisione sulla strada così proficuamente intrapresa in questi anni». Non solo per «gli evidenti benefici economici», ma perchè il sindaco-filosofo ritiene che la collaborazione tra pubblico e privato costituisca «l'asse di qualsiasi strategia amministrativa, in tutti i campi, nel prossimo futuro».