Palazzo Carignano, sede del primo Parlamento Italiano, è una latrina a cielo aperto, dormitorio per barboni e clandestini, teatro di spaccio e consumo di droga. L'emergenza riguarda l'area recintata verso piazza Carlo Alberto dove la situazione è ormai insostenibile, con pesanti ripercussioni sulle condizioni igieniche di quell'area, tradizionalmente considerata uno dei «salotti buoni» della città. La denuncia viene da un gruppo di cittadini che si sono presentati nel Salone de La Stampa in via Roma 80, al Cronista per Voi, per denunciare una situazione incredibile: «La piazza, potenzialmente incantevole, è frequentata da turisti italiani e stranieri, studenti, uomini di cultura. E' meta, ogni giorno, di scolaresche in arrivo a ogni parte d'Italia. Lì, da una decina d'anni, Palazzo Carignano è avvolto da una recinzione che nasconde cumuli di immondizia e bivacchi di barboni con relativi animali. Da qualche tempo a questa parte, in certe ore del giorno, quella palizzata rappresenta anche un riparo per un disinvolto smercio ed un altrettanto disinvolto consumo di droga. E' inoltre abituale luogo di deiezione di animali e Un giornalista attende i lettori ogni giovedì (14-18) in via Roma 80 di umani: in altre parole è un gabinetto a cielo aperto». La recinzione intorno allo splendido palazzo del Guarini era stata collocata per proteggere i passanti dall'eventuale caduta di frammenti degli ornamenti decorativi della facciata. All'inizio degli Anni Novanta si erano infatti staccati alcuni piccoli pezzi di una statua. «In tutti questi anni - continuano i 42 cittadini che hanno consegnato anche una lettera di protesta - non solo non si è evidentemente provveduto a restaurare alcunché, ma da gran tempo non esiste nemmeno più il cantiere, né tanto meno una persona od un netturbino che provveda alla rimozione delle immondizie che si accumulano». La situazione, inoltre, si può davvero dire che sia sotto gli occhi di tutti. Palazzo Carignano, infatti, oltre a rappresentare il vero baricentro della città, posto com'è proprio fra piazza Castello e piazza San Carlo, ospita addirittura la sede della Soprintendenza ai Beni Artistici (oltre che del Museo del Risorgimento, della Deputazione Subalpina di Storia Patria e dell'Istituto di Studi di Storia del Risorgimento). Persino la soprintendente Carla Enrica Spantigati può osservare questo spettacolo direttamente dalle sue finestre. Gli abitanti di piazza Carlo Alberto sottolineano che, da qualche tempo, l'area recintata (per introdursi nella quale è sufficiente spostare qualche lamiera) è anche diventata dormitorio, notturno e diurno, di barboni ed extracomunitari. E forniscono fotografie inoppugnabili. «Tutto questo - aggiungono - accade proprio sotto gli occhi dei vigili urbani, sempre presenti sulla piazza e nelle vie limitrofe per «colpire» gli automobilisti che si permettono di lasciare l'auto in sosta vietata. Ecco, vorremmo da parte dei vigili anche un po' di attenzione per quanto capita al di là della ' staccionata». Carabinieri e polizia sono stati avvertiti, nelle scorse settimane, di questi fenomeni di spaccio, ma proprio quella staccionata offre un prezioso ed efficace nascondiglio tutte le volte che si avvicina una volante od una radiomobile. I lettori di piazza Carlo Alberto hanno anche preparato una petizione, consegnata al Cronista per Voi, che si conclude con un invito al sindaco affinchè «si occupi con più slancio della tutela dei monumenti della città e della qualità della vita dei suoi abitanti», anche perché questa storica piazza sarà certamente meta di migliala di turisti olimpici fra meno di due anni.