Lintervento curato dalla Soprintendenza è costato sei milioni. Recuperati affreschi, stucchi e dorature Oggi la messa dellarcivescovo dopo un anno di restauri laura nobile Torna a risplendere la chiesa del Gesù di Casa Professa, scrigno del più ampio e ricco apparato a marmi mischi tra quelli presenti nelle chiese palermitane. Cè voluto poco più di un anno per ridare nuova luce allapparato lapideo della chiesa cinquecentesca, ma anche al sistema degli stucchi e delle dorature e al grande arredo ligneo della sacrestia, realizzato allinizio del Seicento dallintagliatore lombardo Giampaolo Taurino. I lavori, finanziati con 6 milioni di fondi Por, includono anche il percorso museale che sarà inaugurato alla fine di marzo, e si snoderà tra la sacrestia, i locali annessi che ospiteranno preziosi arredi e paramenti sacri dei Gesuiti, la cripta di san Calogero e il piccolo Oratorio del Sabato al piano superiore della chiesa, decorato nel 1740 da Procopio Serpotta. Intanto oggi alle 18, con una messa solenne celebrata dallarcivescovo di Palermo, monsignor Paolo Romeo alla presenza di quaranta prelati, i restauri di Casa Professa curati dalla Soprintendenza ai beni culturali, saranno presentati alla città. La prima parte dei lavori, propedeutici allintervento sui decori, ha riguardato laspetto strutturale ed è stato realizzato dalla Fers di Catania. «Sono stati rifatti i prospetti - spiega larchitetto Antonietta Marino del servizio Beni architettonici, che ha diretto questa parte degli interventi - e abbiamo eliminato le coperture in cemento armato degli anni Cinquanta, che appesantivano le volte della navate laterali: ora sono state sostituite da coperture in legno». Cè anche una piccola sorpresa, perché durante i lavori è stato individuata anche la scala di accesso originario della cripta di San Calogero, alla quale finora si accedeva da una botola dietro laltare. Una parte importante ha riguardato anche il recupero e lallestimento degli spazi annessi alla sacrestia, ed è stato realizzato un ascensore che porterà anche i disabili su fino alloratorio del Sabato. Giovanna Cassata ha curato il restauro storico - artistico, a cominciare dallapparato decorativo in stucco, che una volta ripulito da strati di pittura grigiastra ha rivelato le cromie originarie e le dorature in oro zecchino. I marmi mischi sono stati ripuliti e reintegrati nelle parti mancanti o lesionate, il grande mobile seicentesco coronato da statue scolpite, che riveste la sagrestia, è stato restaurato e liberato dalla verniciatura scura. «Dai locali annessi alla sagrestia partirà il percorso museale - spiega Giovanna Cassata - perché qui sarà sistemato il patrimonio dei Gesuiti, rimasto finora quasi del tutto inedito». Anche gli arredi liturgici, infatti, finora conservati in deposito, da aprile esposti: ci sono paliotti daltare in corallo e fili doro e dargento, paramenti sacri, preziose pianete e piviali (paramenti liturgici) ricamate in corallo e trapunte di perle, di manufattura siciliana. «E già oggi, momentaneamente sistemati nella sacrestia - annuncia Giovanna Cassata - saranno esposti sei pezzi di grande pregio: quattro paliotti del Seicento e del Settecento e due paramenti liturgici decorati con pietre preziose». Oggi alla messa solenne saranno presenti il presidente della Regione Raffaele Lombardo, lassessore regionale ai Beni culturali Antonello Antinoro e il prefetto Giancarlo Trevisone.