Parla il direttore dei Beni archeologici Dopo l'intesa Bondi Bassolino con la gestione di numerosi siti archeologici affidata alla Regione Campania C'è un territorio ad altissima «densità» di archeologia e di arte che aspetta da anni di essere recuperato e valorizzati come meriterebbe: i Campi Flegrei. L'occasione arriva dalla firma dell'accordo Bondi- Bassolino che, con un'azione di federalismo archeologico, dà alla Campania la possibilità di operare, programmare e gestire i beni culturali sul proprio territorio. «La sfida ora è coinvolgere i privati in una gestione integrata col pubblico, per garantire la piena fruibilità dei siti archeologici e monumentali. Come è già accaduto al museo archeologico del Castello di Baia, dove il primo spazio che abbiamo progettato è stata la sala del ristorante. L'importante è che i proventi delle attività gestite dai privati siano poi trasferiti nel bilancio complessivo del sito. Benvenuti siano gli imprenditori, purché il fine ultimo resti la valorizzazione, la conservazione e la fruizione del patrimonio artistico, storico archeologico». Stefano De Caro, direttore generale per i Beni archeologici al Ministero, commenta il protocollo d'intesa sottoscritto il 18 febbraio dal ministro Sandro Bondi e dal presidente della giunta regionale campana, Antonio Bassolino. Quell'accordo prevede una stretta sinergia tra il Governo e Palazzo Santa Lucia, per definire modalità comuni di gestioni di vari siti. Molti di essi ricadono nei Campi Flegrei: il Castello di Baia; monumenti archeologici di Baia e Miseno, la Piscina Mirabile, le Terme di Baia, l'Acropoli di Cuma, Liternum, l'Anfiteatro Flavio, lo Stadio di Antonino Pio, la Necropoli di via Campana, il Serapeo e il Rione Terra. Da dove partire, professor De Caro ? «È un lavoro che è già cominciato e deve andare avanti alla luce di questo accordo. I Campi Flegrei hanno assorbito la maggior parte degli investimenti recenti in Campania, soprattutto quelli del Por, circa 400 milioni. Ovviamente in 10 o 15 anni non è stato possibile recuperare tutto quel che non era stato fatto prima, quando la vocazione turistico culturale dell'area è stata sacrificata ad una scelta industriale rivelatasi effimera. Tuttavia, non si comincia da zero. Dalla Casina vanvitelliana a Cuma (dove sono stati già finanziati tre progetti, uno finanziato sul Por e altri due su fondi del Cipe e della Regione), fino al Castello di Baia e al Rione Terra di Pozzuoli, la continuità dell'azione di recupero è stata meritevole, negli ultimi anni. La sfida è proseguire nel recupero e soprattutto rendere davvero fruibili i beni. Per questo è importante coinvolgere i privati». Rispetto all'accordo siglato nel 2001, quali sono le novità del recente protocollo d'intesa? «Già otto anni fa era chiaro che lo Stato non avrebbe potuto assumere direttamente l'onere della gestione e si prevedeva che si cercassero sistemi innovativi. Era scritto che alcuni dei nuovi monumenti per esempio il Castello di Baia non potevano essere gestiti dalla Soprintendenza. Il che non vuol dire che non si dovesse realizzare il restauro. L'accordo dell'altro giorno è la conclusione di quella fase e prepara la nuova, in cui andare avanti con restauri, divulgazione e poi gestione». Dove concentrerebbe investimenti e risorse? «Ancora non è stata riaperta la Grotta di Cocceio, detta anche Grotta della Pace. Collega il lago d'Averno a Cuma. Non è iniziato il restauro del Tempio di Apollo. Nell'elenco dei siti individuati dal protocollo d'intesa è compresa Liternum: uno dei punti più deboli e delicati del sistema. Recuperare quel complesso, agganciandolo ai Campi Flegrei, sarà fondamentale. Potrebbe essere la testimonianza che a Giugliano e Lago Patria non tutto è perduto». Come attrarre nuovi visitatori? «C'è un mercato interno da valorizzare. I campani sono i non fruitori per eccellenza del patrimonio regionale e vanno incentivati».
NAPOLI De Caro: Campi Flegrei, contributo dei privati indispensabile al rilancio
Il direttore dei Beni archeologici, Stefano De Caro, ha commentato l'accordo tra il Governo e la Regione Campania per la gestione dei siti archeologici. L'accordo prevede una stretta sinergia tra il Governo e la Regione per definire modalità comuni di gestione. I Campi Flegrei, con molti siti archeologici e monumentali, aspettano di essere recuperati e valorizzati. Il direttore De Caro ha sottolineato l'importanza di coinvolgere i privati nella gestione integrata dei siti, per garantire la piena fruibilità dei beni culturali. L'accordo prevede anche la creazione di nuovi progetti e la valorizzazione del patrimonio artistico e storico archeologico.
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