Se Roma non fosse Roma ma una città di rovine, saccheggiata da predatori senza cultura né storia che ne sarebbe dei nostri turisti? Chi ci verrebbe? Per fortuna non è così, anzi. Eppure, sono in molti a sostenere che la città Eterna non sa mettere a frutto il suo appeal. Non sa raccontarsi. Tra questi il più autorevole è larcheologo Andrea Carandini. Il professore ha un suo modo molto garbato, non urlato, per dirlo. Se non avesse scoperto le mura del Palatino, scavato sulle pendici settentrionali del Colle e ricostruito attraverso i suoi scavi la storia dellItalia romana, forse chissà - avrebbe fatto il tour operator o lambasciatore. Ha insegnato allUniversità la Sapienza, scritto libri e fatto parte della Commissione «per i sistemi informativi ed archeologici». Il principio guida è la conoscenza. aspetto primario perla tutela dei beni. Lobiettivo è arrivare, ad linguaggio comune. «A Roma - inizia Carandini - cè chi pensa che tutto va bene. che non cè più niente da fare, che basta solo continuare e tirare a campare». Invece? «Invece cè chi pensa che qualcosa debba cambiare. Il Palatino crolla, la Domus Aurea è piena di infiltrazioni e sui monumenti continuano a non esserci indicazioni per i turisti. Non offriamo servizi, non mettiamo i visitatoriconsumatori al centro di tutto. Non solo non ci sono didascalie per raccontare i nostri rnonumenti, ma in alcuni luoghi cè poco da raccontare: non si può entrare, sono a rischio crollo». Lei che farebbe? «Tanto per cominciare si può fare quello che ha fatto la Provincia di Roma nei suoi sotterranei. Interventi multimediali per raccontare il Tempio di Romolo, lOratorio dei Quaranta Martiri etc, etc. Il mondo è cambiato, dobbiamo aprirci, metterci in gioco, fare squadra. E a questo punto, purtroppo, la situazione mi sembra consolidata. Anche parlando della Casa di Augusto ci sarebbe molto da fare. riprendere le ricognizioni, rendere pubblici i materiali inediti ancora chiusi nelle casse, scavare il secondo peristilio della Casa di Ottaviano visto che laltro è pericolante ed è visibile solo in parte». Perché questa cose non si fanno? «Non so, ma ho vistole reazioni che hanno avuto i funzionari della sovrintendenza dinanzi alle prime novità. E non aggiungo altro». Aggiunga, professore, aggiunga... «Mi limito a dire quello che penso: non basta avere cose belle da mostrare. Se noi non raccontiamo, non spieghiamo, un turista giapponese saprà dellimperatore Adriano quello che noi conosciamo dellultima dinastia dei Ming...».