La riapertura dell'area archeologica che circonda la Colonna Traiana, presto collegata alla Domus messa in luce dalle recenti ricerche della Provincia, è una buona notizia. Il suo valore è doppio, perché forse segnala anche un'inversione di tendenza rispetto a quanto è accaduto nell'area dei Fori da qualche anno. I cantieri di scavo tutt'intorno alla strada che collega piazza Venezia al Colosseo sono stati segnalati e protetti con strutture assolutamente inadeguate sul piano estetico-ambientale quasi che dovessero riguardare normali aree di lavoro e perdipiù in periferia e non già una ricerca archeologica in uno dei siti più nobili del mondo. La monumentale colonna con le storie delle conquiste imperiali sta per uscire dal degrado che l'ha circondata per tanto tempo e speriamo che anche il resto torni a parlarci degnamente del nobile passato di questa città. La Colonna, eretta nel 113 d.C. per celebrare le vittorie sui Daci, verrà presto addirittura illuminata con speciali spot colorati onde evocarne la presunta pittura originaria. E così pure sarà per i Fori, che dallo splendore diurno precipitano nel buio poco dopo il tramonto quasi a ricordarci, se le pietre stesse non parlassero di questo, la caducità del potere. I Fori meritano comunque una valorizzazione notturna della quale da parecchio si è sentita la mancanza. Un plauso al sindaco per aver trovato fondi «speciali» per tale scopo. Ma per la voglia di fare talora si rischia di strafare. I laser pittorici ed evocativi di cui si parla non ridurranno la nobiltà delle pietre millenarie in uno smagliante scenario alla «Suoni e Luci»? Il rischio esiste: a suo tempo lo show ci fu. E visto che è all'opera, Alemanno non potrebbe far illuminare altri grandiosi monumenti piombati progressivamente nell'ombra per problemi di bolletta? Roma si merita questa attenzione anche in tempi di crisi. Tutta la città se la merita un po' più di luce, i quartieri come Prati in perenne black out e le periferie che in una penombra spesso buia si preparano a sonni affaticati.