Paura per quei 1.000 metri di negozi La minoranza è pronta a chiedere un consiglio comunale aperto Non accennano a placarsi le polemiche sul nuovo centro commerciale di Ponticelli. Il progetto, che già nei giorni scorsi aveva scatenato la reazione dei commercianti, è stato al centro di un duro scontro nel consiglio comunale di mercoledì, consesso in cui i due gruppi di opposizione avevano deciso di abbandonare l'aula per protesta. «Se davvero è dal 2005 che si parla di creare un centro commerciale a Ponticelli - dice Antonio Belcari, capogruppo di Progetto per Santa Maria a Monte - ci chiediamo come mai, con tutto il tempo trascorso, non siano stati promossi degli incontri». «Perché - si chiede Belcari - non sono state consultate le associazioni di categoria? Come mai non c'è stato il vaglio della commissione attività produttive? Infine, come mai non si è voluto coinvolgere tutte quelle attività che oggi operano sul territorio per recepirne le istanze. Questo centro commerciale graverà sulla vita dei negozi, perché non coinvolgerli?». Un grave colpo, quindi, per i commercianti, che attraverso le testimonianze che abbiamo raccolto nei giorni scorsi non vedono di buon occhio il progetto. In particolare, al centro delle preoccupazioni degli esercenti vi è, più che il supermercato, il tanto vociferato secondo edificio di 1.000 metri quadrati, possibile sede di una galleria di negozi al dettaglio. Della stessa opinione Manuela Del Grande, di Programma di Libertà, che annuncia la richiesta di un nuovo consiglio comunale aperto. «In un particolare momento di crisi economica come quello attuale - dice - penalizzare i commercianti significa essere insensibili verso i problemi di queste categorie di persone. Invece di escluderli dalle decisioni farebbero bene a coinvolgerle in piani di finanziamenti ed incentivi. Solo così eviteremo che siano annientati». Motivo del contendere anche i metodi adottati dalla giunta nella gestione della normale amministrazione, come la convocazione dei consigli e delle commissioni. E qui si apre un altro fronte. «Ancora una volta il sindaco Turini si è mosso in maniera totalitaria e arrogante, portando le questioni in consiglio con metodi discutibili come mercoledì scorso - ci spiega Del Grande -. Non si può andare avanti sempre a tappe forzate, convocando le sedute con la sola procedura d'urgenza e con pochi giorni d'anticipo, spesso a cavallo dei weekend. Si tratta di un modo unilaterale di gestire il bene comune». «Senza contare che la prima domanda del Consorzio Etruria riguardante il progetto del supermercato è messa agli atti del Comune e risale a ottobre - continua -. Possibile che in quattro mesi non si sia potuto coinvolgere la minoranza? E le parti sociali? E' giusto che siano state tenute all'oscuro di tutto?». «Noi di Progetto per Santa Maria a Monte - afferma Belcari - abbiamo appreso del consiglio comunale di mercoledì solo nella tarda mattinata di sabato e con stupore siamo venuti a conoscenza che la riunione dei capigruppo si era svolta venerdì senza che ne venissimo informati. Questi metodi sono inaccettabili». La replica della maggioranza arriva per voce del capogruppo Marco Massetani. «Il sindaco Turini - afferma - dice il vero quando afferma che la zona fra Ponticelli e San Donato, insieme all'area Pip, rappresenta un'altra possibilità di sviluppo. Basti pensare che in ballo ci sono nuovi posti di lavoro e opere urbanistiche per circa un milione di euro (a carico del privato), tra cui una nuova viabilità e un parcheggio pubblico da 85 posti auto con annesse aree verdi». «Al consiglio comunale di mercoledì sera - continua - si sarebbe dovuto discutere di questo, ma la minoranza ha deciso d'abbandonare l'aula. In altre parole, ancor prima dell'inizio dei lavori, è stato trovato un pretesto per sottrarsi al confronto gettando sulla maggioranza chissà quali colpe. Quali sono queste colpe? I cittadini votano affinché il governo locale intervenga con delle opere; il compito della minoranza non è osteggiare qualunque decisione per partito preso, semmai verificare ed essere propositiva». Massetani ricorda poi la votazione che nel 2005 vide tutte le forze politiche (compresa quindi la minoranza) approvare un nuovo piano di sviluppo commerciale per Ponticelli. Un piano, però, che a detta degli esponenti di opposizione, non prevederebbe supermercati e centri commerciali. «È inutile - spiega Lucchesi di Programma di Libertà - che la maggioranza ci venga adesso ad imputare una nostra votazione di due anni fa. La verità è che quel piano commerciale non parla di grande distribuzione». «Ancora una volta dobbiamo registrare la presenza di un'opposizione urlata - ribadisce la maggioranza per voce di Massetani - maggiormente finalizzata al bailamme politico anziché ad un confronto costruttivo sull'amministrazione del Comune».