I 500 irriducibili abitanti: speriamo sia stata una lezione utile per la politica Il Comune dà ragione agli abitanti: niente palazzi su quellarea Via Baltimora, perde Golia salvo il parco del quartiere Capita che a volte Davide vinca contro Golia. Così anche i residenti di via Baltimora - molti anziani, molte donne, in tutto almeno cinquecento irriducibili - alla fine la spuntano contro Palazzo Civico che al posto del loro vecchio giardino immaginava cemento ad uso residenziale. Venerdì sera, al termine di un incontro organizzato dal Pd della zona, lamministrazione comunale getta la spugna e ammette: «Avevamo commesso un errore, facciamo retromarcia». E quel comitato del No, che qualcuno voleva far passare per un gruppo di Nimby, sigla ormai nota che connota negativamente quelli che protestano per difendere i loro piccoli interessi privati (not in my backyard, non nel mio cortile), incassano contenti la vittoria al primo round e si concedono persino il lusso di dare qualche consiglio alla politica: «Speriamo che questa nostra storia serva ad aprire una riflessione sulla necessità che il centrosinistra si riavvicini ai cittadini e non calpesti il loro diritto ad essere ascoltati». A parlare è una delle combattive donne del quartiere, Grazia Maria Gusai. Franco Protano, altro nome del movimento di protesta di via Baltimora, dice di essere soddisfatto ma invita alla cautela: «Per ora limpegno è verbale anche se dichiarato pubblicamente. Per riposare sonni tranquilli aspettiamo di vedere le carte». La storia della battaglia di via Baltimora è presto ricostruita. In quella via del quartiere Santa Rita nata con i palazzi costruiti a fine anni 70, resta ununica area verde, allinterno della quale si trova il vecchio e ormai cadente centro socio-assistenziale per disabili. Cè pure lamianto, quindi serve una bonifica. Ma mentre i residenti inorridiscono allidea che anche quellunico polmone di chiacchiere e giochi per bambini scompaia, in epoca di crisi e di casse vuote Palazzo Civico pensa di monetizzare. Delibera una variante di destinazione duso e bandisce due gare per mettere allasta limmobile. Inutili le proteste, cade nel vuoto anche la petizione firmata da 500 persone che abitano nel quartiere. Ci stanno tutti, al fianco del comitato del No resta il consigliere del Prc Giorgio Bottiglieri, che annuncia disobbedienza anche al suo partito, che invece in Comune si era espresso a favore. Le prime due aste vanno deserte e qualcuno comincia a ripensarci. Dal Pd della circoscrizione parte liniziativa che coinvolge il capogruppo del Pd in Comune Andrea Giorgis. Il quale per primo ipotizza un passo indietro: «Dobbiamo ridiscuterne, i residenti hanno le loro ragioni». Di qui lidea di convocare un incontro programmato per venerdì sera per discutere con i cittadini. Che accorrono numerosi. Partecipa Andrea Giorgis, e al posto dellinfluenzato assessore allurbanistica Mario Viano, ad ascoltare le proposte dei residenti cè il consigliere del Pd Stefano Lo Russo, anche coordinatore della segreteria regionale. Che alla fine ammette lerrore di Palazzo Civico e promette che il futuro del giardino e del vecchio centro sarà riconsiderato nellambito del piano generale di riorganizzazione dellarea della Centrale del Latte. Il passo successivo sarà un incontro fra lassessore Viano e i residenti per presentare e dibattere di soluzioni alternative. Resta il problema della bonifica delledificio, dice Massimo Sola, capogruppo del Pd in circoscrizione: «per questo però servono risorse». Giorgio Bottiglieri è abbastanza soddisfatto: «Grazie al lavoro fatto con i cittadini siamo riusciti a far fare un passo indietro al Comune. Quellarea deve restare verde e destinata ad ospitare servizi pubblici». Sulla bonifica unultima nota polemica: «Bonificare è un obbligo di legge, il Comune avrebbe dovuto farlo da tempo».
TORINO - URBANISTICA. Il parco di via Baltimora Davide sconfigge Golia. Il Comune fa retromarcia: niente palazzi
Il Comune di Palermo ha ceduto alle pressioni dei residenti di via Baltimora, che avevano protestato contro la destinazione del loro giardino come area di cemento ad uso residenziale. I 500 abitanti del quartiere, molti anziani e donne, avevano organizzato un comitato del No e avevano firmato una petizione contro la delibera del Comune. La delibera era stata bandita in due gare, ma le prime due aste erano state deserte e qualcuno aveva iniziato a ripensarci. Il Pd della zona aveva iniziato a pressare il Comune e aveva convocato un incontro con i residenti. Lassessore allurbanistica Mario Viano aveva promesso di presentare soluzioni alternative e di discutere con i residenti.
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