Gianfranco Scotti, delegato provinciale del Fai, denuncia lo stato di abbandono della villa: «Doveva diventare museo della Scapigliatura» Un sopralluogo recentemente fatto a Villa Ponchielli a Maggianico ha messo in evidenza la drammatica situazione in cui versa uno degli edifici più rappresentativi della città, legato alla memoria di uno tra i più popolari compositori italiani che questa casa volle costruirsi nel 1880 per trascorrervi le villeggiature estive e autunnali, affidandone il progetto a un valente architetto lecchese, Attilio Bolla, autore anche della monumentale villa Gomes e dell'ala "umbertina" aggiunta al Teatro della Società nel 1884. E' assolutamente inaccettabile che un patrimonio storico e ambientale come questo (il parco, bellissimo, di pertinenza della villa è ancora più grande di quello della adiacente villa Gomes) sia lasciato al suo destino da una Amministrazione Comunale che dopo averlo rilevato dagli Istituti Airoldi e Muzzi in condizioni ancora decorose, non ha fatto nulla per salvarlo dal degrado e dall'abbandono, nemmeno l'ordinaria manutenzione, così che ora l'edificio si sta avviando a divenire un rudere, con persiane bloccate da assi inchiodate, porte sprangate, una finestra all'ultimo piano aperta così che quando piove l'acqua entra nella casa con le conseguenze che si possono immaginare. Tutto ciò è semplicemente vergognoso, e ci si chiede come sia possibile che si lasci andare alla malora un bene di primaria importanza senza che nessuno dei nostri Amministratori si ponga il problema di che cosa fare di Villa Ponchielli, senza mai che un Consigliere abbia fatto un'interpellanza per conoscere le intenzioni del Comune, ma prima ancora ci si chiede perché in tutti questi anni non si sia mai fatta una manutenzione ordinaria che preservasse dalla rovina l'edificio. Questa incuria è la dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, del disinteresse dei nostri Amministratori per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico della città, per la salvaguardia dei giardini e dei parchi che formano una unità inscindibile con le ville di pertinenza, e basti citare i casi di villa Berera al lungolago e della villa ex Caldirola a San Giovanni, i cui giardini sono stati aggrediti da nuove costruzioni che ne hanno irreversibilmente stravolto la misura e l'armonia, il tutto consentito da norme del Piano Regolatore vigente che mai si è pensato di modificare. Nel caso di villa Ponchielli siamo di fronte a una proprietà comunale, ossia a un bene che appartiene a tutta la città e che la pubblica Amministrazione ha il dovere di tutelare, restaurare, valorizzare. Si dirà che mancano i fondi per metter mano al restauro della villa. A parte il fatto che quando davvero si vuole i fondi si trovano, e ne abbiamo molteplici esempi, è indispensabile come prima misura provvedere a quegli interventi che assicurino la conservazione del bene, indipendentemente dalla destinazione che gli si voglia dare. Da anni si parla (e si straparla) di costituire a Maggianico, e proprio in Villa Ponchielli, un museo della Scapigliatura. La nostra città ha avuto la fortuna di legare il suo nome a una stagione artistica che ha lasciato un'orma profonda nella musica, nella poesia, nella pittura del secondo Ottocento, un movimento che, nato a Milano, ha vissuto proprio qui, a Maggianico, alcuni momenti importanti quando, grazie al Ghislanzoni, alcuni significativi esponenti della cultura del tempo, dai musicisti Gomes, Ponchielli, Cagnoni, Catalani, Appiani ai direttori d'orchestra Mancinelli e Rivetta, al tenore Tamagno, agli scrittori Fontana e Praga, ai pittori Bignami, Fontana, Dell'Orto, allo scultore Bazzaro, qui convenivano attratti dalla rinomata cucina dell'oste Davide Invernizzi. Se ne giovò anche Lecco con il suo Teatro, nel quale furono date in prima esecuzione diverse opere liriche, fra le quali, memorabile, "I Promessi Sposi" di Errico Petrella nel 1869, su libretto del Ghislanzoni. Qualsiasi altra città non si sarebbe lasciata scappare una ghiotta occasione come questa per attirare visitatori, appassionati, ricercatori, realizzando un percorso rievocativo di quella lontana stagione culturale grazie alla presenza delle ville di Gomes e Ponchielli e in quest'ultima allestire un Museo della Scapigliatura, ricercando cimeli e documenti che in parte sono già di proprietà comunale e in parte si possono rinvenire sul mercato antiquario mentre in alcuni casi ci si può accontentare anche di una copia. In una casa non lontana dalla nostra città, tanto per fare un esempio, è conservato il pianoforte sul quale Errico Petrella ha composto "I Promessi Sposi" e questo potrebbe essere un cimelio non di poco conto da esporre in un Museo, una volta acquistato dagli attuali proprietari, così come a Villa Gomes si trova, già di proprietà comunale, il pianoforte di Carlo Gomes. Ci sembra poi che sarebbe auspicabile un contatto con la città di Cremona (Ponchielli era nato a Paderno Cremonese) per stabilire una possibile collaborazione con Lecco a proposito della villa che a Ponchielli appartenne al fine di ricercare congiuntamente idee e spunti per l'utilizzo e la valorizzazione dell'immobile legato alla storia di Lecco ma anche a un illustre figlio di Cremona. E' evidente che le soluzioni si possono trovare, sempre che ci sia la volontà di farlo. Ma occorre fare presto perché lo stato attuale della villa è allarmante. L'Amministrazione Comunale ha il dovere di farsi carico del destino di villa Ponchielli, sottraendola a un degrado di cui non possiamo che vergognarci.
COMO - Villa Ponchielli - Ecco come sta morendo un pezzo della nostra storia
Gianfranco Scotti, delegato provinciale del Fai, ha denunciato lo stato di abbandono della villa Ponchielli a Maggianico. La villa, costruita nel 1880 per il compositore Ponchielli, è stata lasciata al suo destino da un'Amministrazione Comunale che non ha fatto nulla per salvarla dal degrado. La villa è in stato di abbandono, con porte sprangate, finestre aperte e persiane bloccate. Scotti ha chiesto come sia possibile che il Comune non abbia fatto nulla per preservare il patrimonio storico della città. Ha anche richiesto che il Comune provveda a una manutenzione ordinaria per salvare la villa.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo