Che sia davvero la volta buona per far partire il progetto di recupero della Verruca? I segnali positivi adesso ci sono tutti e sono stati al centro di un convegno organizzato dall'associazione per la Rocca della Verruca con il patrocinio della Provincia. Un'associazione che sta faticosamente tirando le file delle tante parole pronunciate in questi anni sull'antico fortilizio per cercare di mettere nero su bianco un progetto di recupero. Ad aprire il convegno è stato il sindaco di Vicopisano Antonella Malloggi che ha ribadito la volontà dell'amministrazione di puntare ad un intervento definitivo su tutta l'area, ringraziando intanto i volontari che ormai da anni si sono presi in carico la vicenda. Poi la parola al presidente dell'associazione Giuliano Bandecchi: «Molte cose sono cambiate da quando circa due anni fa abbiamo iniziato ad occuparci della Verruca. La situazione era scoraggiante. Finalmente qualcosa sta cambiando. Le istituzioni si sono accorte dell'importanza dell'area e il progetto di recupero non è più una chimera. Da sottolineare - ha detto ancora il presidente - che anche il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli ha dimostrato il suo interessamento». I relatori che si sono succeduti hanno poi analizzato lo stato attuale del fortilizio. «La situazione è davvero critica - ha spiegato l'ingegner Taddei -. La Rocca è soffocata da una vegetazione invasiva. Primo intervento da fare è quindi di liberarla per permettere poi ai tecnici di provvedere alle rilevazioni. Senza considerare i continui atti di vandalismo ed inciviltà». La parte conclusiva del convegno è stata riservata al futuro della Verruca. «La Rocca rappresenta una grande vestigia del passato - ha detto l'ingegner Dringoli, vicepresidente dell'associazione -. Una volta recuperata e messe in sicurezza le strutture murarie più a rischio, dovrebbe essere munita di una cartellonistica che ne spieghi la storia». All'iniziativa dell'associazione sono intervenuti anche esponenti di Legambiente, archeologi e soprattutto due proprietari dell'area nel versante di Vicopisano che si dividono insieme all'altro nel comune di Calci il possesso del sito medioevale.