Cera voluto larrivo di un americano allombra delle Torri per convincere i bolognesi di ciò che i centri studi internazionali sostengono da tempo: limportanza di Bologna in epoca rinascimentale, il suo ruolo nella storia dellarchitettura e per lo studio della città. «Vedere la vostra città con gli occhi di uno straniero aiuterà anche chi è nato qui. E inspiegabile il ruolo di secondo piano che ha avuto fino ad ora nelle ricerche sul Rinascimento». Così ripeteva Richard Tuttle, uno dei più grandi storici dellarchitettura al mondo. Californiano dorigine, classe 1941, Tuttle aveva lasciato la Tulane University di New Orleans per trasferirsi alla facoltà di Ingegneria Edile e Architettura di Bologna. E il suo arrivo in città, nel settembre del 2007, era stato quello che i suoi colleghi consideravano un 'colpo grosso, limpulso per accreditare definitivamente gli studi su un epoca ancora oscura della storia bolognese. Laltra notte, improvvisamente, il professor Tuttle è venuto a mancare nella sua casa di via Fondazza. «Proprio ora che era allapice del suo impegno», sostiene Francesco Ceccarelli, storico dellarchitettura che tanto si era adoperato per la venuta dello studioso americano in città e con cui Tuttle stava conducendo molti lavori importanti. Accanto al suo ruolo di docente, Tuttle aveva ripreso in mano, perfezionato e terminato molti degli studi avviati da decenni. A cominciare da quello, pronto per la pubblicazione, sulla statua del Nettuno. Uno studio che, partendo dallopera del Giambologna, ricostruiva la fisionomia della città cinquecentesca ed in particolare la storia del governo delle acque e dei canali. Poi aveva ripreso le ricerche sul Vignola, affermandosi come uno dei più grandi studiosi al mondo dellarchitetto cinquecentesco, dopo Christof Thoenes e Wolfgang Lotz. «Richard era contentissimo di essere qui. Per lui era stato un ritorno a casa», spiega ancora Ceccarelli. Il colpo di fulmine di Tuttle per Bologna risaliva al periodo tra la fine degli anni '60 e i primi anni '70, in occasione della sua tesi di dottorato. «Allora erano pochi i ricercatori stranieri che venivano qui - raccontò Tuttle in occasione del suo trasferimento - . Eppure Bologna è un centro aperto agli studiosi, pieno di ottimi archivi e biblioteche. Per me rappresenta un sogno». Il suo fulcro di interessi era lepoca che andava dalla caduta dei Bentivoglio al Regno Pontificio. E allinterno di questa sfera che si colloca forse il progetto più importante a cui Tuttle stava lavorando con lo stesso Ceccarelli, con larchitetto italiano Roberto Torre e la storica americana Nadja Aksamija, dintesa anche con i Musei Vaticani. Insieme stavano studiando la Sala Bologna in Vaticano, quella rappresentazione cartografica che Gregorio XIII nel 1575 ordinò per decorare una parte degli appartamenti tuttora privati del pontefice. «Per Richard il trasferimento a Bologna era tuttaltro che la tappa di fine carriera», aggiunge Ceccarelli. Con sé il professore aveva portato il suo sapere fatto di studi e ricerche appassionati ma anche di una biblioteca preziosissima e di un archivio minuzioso nella trascrizione dei documenti e ricco di fotografie. «Ora la città ed in particolare lUniversità avrà la responsabilità di proseguire il suo impegno, perché grazie al lavoro di Richard Bologna può diventare un centro nevralgico per lo studio del Rinascimento». Intanto giovedì i colleghi dellUniversità lo ricorderanno con una commemorazione funebre aperta alla città. Alle 10.30 alla Cappella dei Bulgari allArchiginnasio, quel luogo che lo stesso Tuttle aveva percorso e ripercorso tante volte come una delle tappe principali del suo amore per Bologna.
BOLOGNA - Addio a Tuttle lo storico che ridisegnò la città rinascimentale
Il professor Richard Tuttle, uno storico dell'architettura americano, è morto improvvisamente nella sua casa di Bologna. Era stato invitato in città per convincere i bolognesi dell'importanza di Bologna in epoca rinascimentale e per studiare la città con gli occhi di uno straniero. Tuttle era stato trasferito all'Università di Bologna per lavorare con i colleghi e per proseguire gli studi avviati da decenni. Era stato un grande studioso dell'architettura del Rinascimento e aveva lavorato su progetti importanti, come lo studio sulla statua del Nettuno e sulla Sala Bologna nel Vaticano. La sua morte è stata un colpo per la città e l'Università, che ora dovrà proseguire il suo impegno per lo studio del Rinascimento.
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