Nola. Federalismo culturale o espropriazione territoriale? Occasione di riscatto o inciucio istituzionale? Il patto sottoscritto dal Mibac e dalla Regione non è ancora diventato operativo e già suscita reazioni contrapposte e scetticismi. C'è chi crede che porterà benefici al sistema dei beni culturali e chi invece pensa che i vantaggi saranno goduti dalla Scabec, la società campana per i beni culturali, istituita nel 2002 e controllata al 51 per cento dalla Regione e per il 49 per cento da Rti, associazione di imprese che raggruppa 12 società. «L'accordo - accusa Angelo Amato de Serpis, presidente di Meridies - è una sconfitta istituzionale che tra l'altro produrrà come effetto negativo anche quello di deresponsabilizzare i comuni in materia di beni culturali. Bisogna vederci chiaro e soprattutto capire quali saranno le priorità. La promozione dei siti culturali è un solo un aspetto della questione e tra l'altro, viste le condizioni di alcuni complessi, soprattutto quelli periferici, non è neanche quello prioritario. In più ci auguriamo che il lavoro di chi, come la nostra associazione, si è prodigato per anni a sostegno del patrimonio storico ed artistico del territorio, spesso sopperendo alle mancanze istituzionali venga tenuto in considerazione ed ascoltato». Di avviso contrario Gianfranco Nappi, capo della segreteria politica del presidente della Regione secondo il quale «i beni culturali dell'area nolana avranno significative ricadute da un accordo che non estromette i territori che saranno invece valorizzati. Ogni azione - dichiara ancora Nappi - sarà tra l'altro concordata con i rappresentanti delle comunità e sarà in linea con quanto abbiamo stabilito attraverso il piano strategico sottoscritto lo scorso anno proprio con le amministrazioni dell'area nolana e che in questo caso avvantaggia il nostro percorso». Così anche Arcangelo Riccardo, assessore ai beni culturali del Comune di Cimitile:«Affidare la gestione dei siti a chi conosce i territori è un fatto estremamente positivo. Tra l'altro far parte dell'elenco oggetto dell'accordo di programma è un fatto che ci inorgoglisce e che ratifica gli sforzi che abbiamo compiuto fino ad ora. Attendiamo adesso di conoscere come si svilupperà in termini pratici l'iniziativa». Positivo anche il giudizio espresso dal parlamentare di Forza Italia - Pdl Paolo Russo che parla di «intelligente federalismo culturale» ma che però rimarca la funzione di «controllo che sarà esercitata dal ministero attraverso i rappresentanti presenti nel comitato la cui istituzione è prevista dall'accordo». Sui siti nolani nell'elenco Russo poi sottolinea: «Esserci attivati per favorirne l'inserimento costituisce un'importante occasione di rilancio che li sottrae all'oblio ed alla marginalità». ca.fu.
CAMPANIA - Nola. Federalismo culturale o espropriazione territoriale?
Il patto tra il Mibac e la Regione Campania per la gestione dei beni culturali suscita reazioni contrapposte. Alcuni pensano che porterà benefici al sistema dei beni culturali, mentre altri credono che i vantaggi saranno goduti dalla Scabec, la società campana per i beni culturali. Il presidente di Meridies, Angelo Amato de Serpis, accusa il patto di essere una sconfitta istituzionale che deresponsabilizzerà i comuni in materia di beni culturali. Altri, come Arcangelo Riccardo, assessore ai beni culturali del Comune di Cimitile, considerano positivo l'accordo, che farà parte dell'elenco oggetto dell'accordo di programma.
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