Cava de' Tirreni. Il problema dell'abusivismo edilizio, le sue ricadute sociali e i tentativi politico-amministrativi per offrire risposte continuano a tenere banco in città e tra le forze politiche. Nella mattinata di ieri, su richiesta del Pdl, convocata la commissione consiliare urbanistica presieduta da Antonio Palumbo. Era presente il dirigente del V Settore Luca Caselli. Il centro destra, con Carleo, Napoli, Salsano, Lamberti, assistiti dagli esperti legali Del Vecchio e Avagliano ed il gruppo di maggioranza, con Lampis, Palumbo, Panza, Sorrentino, Landi ed il tecnico Di Donato, si sono confrontati e hanno esaminato la situazione che emerge dall'esame dei tre condoni dell'84, '94 e 2003. Un incontro tutto in salita inizialmente quando l'ingegnere Caselli ha affermato che altri 42 fabbricati, costruiti in zone ad alto rischio idrogeologico, dovranno essere acquisiti al patrimonio comunale ed essere abbattuti quando si saranno completati gli iter amministrativi; altri 334 fabbricati sono stati costruiti dopo il 31 marzo del 2003 per cui non è possibile alcuna sanatoria. A questi occorre aggiungere tutti quei fabbricati (si parla di circa 1000 fabbricati) che risulteranno non sanabili al termine dell'esame dei condoni edilizi affidato dall'amministrazione ad un consulente esterno. Dati che hanno gelato l'atmosfera, anche se è venuta fuori la necessità di una azione sinergica per tentare fino alla fine tutte le strade politico-amministrative per salvaguardare il patrimonio edilizio, una volta acquisito al patrimonio comunale: per esso potrebbe essere dichiarato preminente l'interesse pubblico residenziale. «La città - dichiarano Napoli, Lamberti, Carleo e Salsano, a cui fanno eco Lampis, Panza, Sorrentino, Palumbo - vive una grave crisi sociale e noi tutti abbiamo il dovere di dare, sempre nel rispetto delle norme, risposte concrete che sappiano coniugare legalità ed esigenze sociali». Di qui la richiesta, approvata all'unanimità dall'intera commissione, di inserire i fabbricati per i quali era stato individuato preminente l'interesse pubblico e per i quali la soprintendenza aveva espresso parere negativo, nell'elenco delle priorità indicate dalla giunta comunale nel 2007. Le demolizioni degli immobili già acquisiti al patrimonio comunale debbono avvenire seguendo quest'ordine: immobili costruiti in zone ad alto rischio idrogeologico; immobili costruiti in tutto o in parte nei perimetri dei parchi o delle aree naturali protette; immobili abusivi non ultimati solo con strutture portanti; immobili abusivi ultimati costituenti nuove costruzioni. «Sono criteri che la giunta Gravagnuolo aveva individuato e possono diventare la traccia del cammino che dobbiamo percorrere, senza escludere che si possa lavorare per soluzioni amministrative e politiche», afferma Lampis. Ed è proprio di questo tavolo sinergico tra enti (Regione, Provincia, Comune e povrintendenze) che insistono sia Palumbo che Napoli. «Già nei prossimi giorni, su intervento dell'onorevole Cirielli, il ministero dei Beni culturali indicherà le competenze sul problema, solo allora potremo avviare il tavolo prospettato e sostenuto dal presidente della commissione Palumbo», spiega Luigi Napoli.