Castellammare. Scavi di Stabiae e Reggia di Quisisana escluse dal piano regionale per la valorizzazione dei beni culturali: è polemica tra Comune e Regione. Si è aperta con la firma tra ministero per i Beni culturali e Regione, dell'accordo di programma quadro, per la creazione di un nuovo modello di gestione e valorizzazione dei beni culturali della Campania lo scontro tra il primo cittadino Salvatore Vozza e il governatore Antonio Bassolino. A scatenare le polemiche è il piano targato Bassolino, elaborato in accordo con il dicastero per la cultura, che prevede la gestione dei maggiori siti di interesse culturale della Campania a opera della Regione e non più dello Stato. Campi Flegrei, isola di Capri, museo storico di Nola, Velia e Certosa di Padula, sono alcuni dei siti che l'ente di Santa Lucia si occuperà di gestire direttamente attraverso un dettagliato piano di rilancio, tramite anche iniziative come l'istituzione dell'Artecard e di altri strumenti per la promozione. Un vasto progetto che di fatto ha escluso gli Scavi di Stabiae e il palazzo Reale di Quisisana, papabile sede della scuola di restauro e del museo archeologico stabiano. «Abbiamo appreso soltanto dalla stampa che la Regione si è impegnata a gestire siti archeologici come Cuma, il Castello di Baia e altri edifici monumentali spiega Massimo De Angelis, assessore alla Cultura ma veniamo anche a sapere che invece di spendere risorse per garantire finalmente una sede agli affreschi delle ville romane di Stabiae si continua a sostenere l'invio delle pitture stabiane in mostre fuori sede, sottoponendo i preziosi reperti a uno stress che dura da anni, senza minimamente preoccuparsi della loro musealizzazione». Un malcontento che non risparmia neanche critiche alla soprintendenza archeologica di Pompei e che, ieri mattina, ha indotto il primo cittadino e l'assessore alla cultura a scrivere una lettera di dissenso al governatore Bassolino, al segretario generale del ministero e all'assessore regionale al Turismo Claudio Velardi. «Quest'accordo scopre le carte di una scelta evidentemente già assunta da tempo si legge nella lettera abbandonare a se stesso il palazzo Reale di Quisisana e il progetto di farne la sede di una prestigiosa scuola nazionale di restauro e del museo archeologico di Stabiae». Un documento polemico che segue la richiesta avanzata alla Regione e al ministero proprio pochi giorni fa, sempre dagli amministratori di palazzo Farnese, di attivare con urgenza un tavolo di lavoro sul futuro dell'edificio monumentale di Quisisana.
CAMPANIA - Scavi di Stabiae e Reggia di Quisisana escluse dal piano regionale per la valorizzazione dei beni culturali
Il Comune di Castellammare ha firmato un accordo con il ministero per i Beni culturali e la Regione della Campania per la creazione di un nuovo modello di gestione e valorizzazione dei beni culturali della regione. Tuttavia, il piano prevede che la Regione gestisca i maggiori siti di interesse culturale della Campania, escludendo gli Scavi di Stabiae e il palazzo Reale di Quisisana. Il Comune e l'assessore alla cultura, Massimo De Angelis, hanno espresso dissenso per questo piano, affermando che la Regione non sta investendo abbastanza nelle aree archeologiche e che il palazzo Reale di Quisisana dovrebbe essere utilizzato come sede di una scuola di restauro e museo archeologico.
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