«Sicilia 1968-2008» ha inaugurato ieri il Museo regionale di Arte contemporanea Palermo da ieri ospita un secondo museo regionale con l'inaugurazione della mostra d'arte su quarant'anni di storia italiana e siciliana contemporanea. «Sicilia 1968-2008. Lo spirito del tempo» è il titolo della mostra che ha avviato le attività del «Museo regionale d'arte contemporanea», ospitato a Palazzo Riso. Due piani con un allestimento che offre una panoramica di opere d'arte contemporanee scelte tra quelle collezionate in Sicilia. «La mostra spiega l'assessore regionale ai Beni culturali, Antonello Antinoro inaugura l'apertura di Palazzo Riso, sede palermitana del Museo d'Arte Contemporanea della Sicilia che ha già iniziato un intenso programma di attività per definire un'originale identità di museo diffuso sul territorio regionale, per valorizzare e promuovere il complesso sistema regionale siciliano dell'arte contemporanea. La mostra riporta al suo sfarzo originario Palazzo Riso e il museo d'arte contemporanea che, con Palazzo Cosentino a Catania, rappresenta un punto di riferimento regionale e nazionale per l'arte. L'importanza della mostra aggiunge l'assessore Antinoro sta tutta nella selezione di opere d'arte che ripercorre gli ultimi quarant'anni di storia italiana e siciliana e che riesce ad offrire al visitatore una panoramica dettagliata e variegata». «Sicilia 19682008, lo spirito del tempo», articolata in due percorsi paralleli, ripropone gli avvenimenti storici che sono rimasti vivi nella mente di tutta la collettività. Tra le vicende avvenute negli anni che vanno dal 1968 al 2008 non si può certo dimenticare il terremoto che colpì la Sicilia occidentale nel gennaio del 1968, così come, ad esempio, la caduta del muro di Berlino del 1989. Fatti ed eventi, pertanto, che rimarranno nella mente non solo dei siciliani, ma di tutto il mondo: eventi che hanno rappresentato la storia. L'opera d'arte contemporanea, in questa maniera, viene associata ad un particolare evento accaduto e che ha suscitato una determinata emozione. La mostra, che farà rivivere al visitatore le stesse suggestioni del tempo, illustrerà due storie: quella recente che ha segnato le vite dei siciliani, e la storia dell'arte contemporanea giunta nelle collezioni di questa regione. Il «Riso» è il centro promotore di un «museo diffuso» regionale che ha dato il via lo scorso anno a «5venti», una rete di progetti ideati da Renato Quaglia, per accogliere e valorizzare nel tempo le esperienze più significative d'arte contemporanea in Sicilia. Il «museo diffuso» ha trasformato l'Isola in un grande laboratorio in progress che comprende attualmente i centri artistici di Palermo, Gibellina, Siracusa e Castel di Tusa. Dal 2008 sono stati avviati progetti site-specific, l'allestimento di opere in situ, mostre e azioni per il restauro del Grande Cretto di Alberto Burri a Gibellina. Una serie di iniziative che, a partire dalla mostra in apertura a Palazzo Riso, nel 2009 coinvolgeranno altri centri della Regione con nuove iniziative e partnership internazionali. «Palazzo Riso non deve essere considerato soltanto come il museo del capoluogo spiega Renato Quaglia, curatore del progetto "5venti" ma come la sede palermitana di un progetto regionale che coinvolge tutta la Sicilia rappresentando le principali espressioni dell'arte contemporanea, che mette radici nella nostra terra e siamo aperti anche ad altri artisti che arricchiscano il museo con le loro opere». La mostra, oggi e domani visitabile gratuitamente, si snoda in due percorsi paralleli: il primo riepiloga e ripropone gli avvenimenti storici che hanno inciso sull'emotività collettiva negli anni che vanno dal 1968 al 2008 - dal terremoto che colpì la Sicilia occidentale nel gennaio del 1968 alla nascita del primo Parlamento Europeo del 1979, dalla caduta del muro di Berlino del 1989 alla strage di Portopalo del 1996 -; il secondo espone una selezione di opere d'arte contemporanea che, entrate in quegli anni in raccolte siciliane private e pubbliche, in quei momenti di emozione comune, connettevano la Sicilia alla contemporaneità, modificandone il contesto personale o comune, mentre la storia permeava per ognuno di quegli anni «lo spirito del tempo». Disponibile anche il catalogo della mostra nel nuovo bookshop del palazzo.