Il caso Nel complesso di Poggioreale è polemica tra Comune e privati sulla messa in sicurezza degli edifici pericolanti Rischio crolli, furti, scorrerie. Sono le emergenze con cui il cimitero di Poggioreale deve fare i conti. Preoccupa soprattutto la staticità di venticinque edifici del quadrato monumentale, che erano stati dichiarati off-limits dai vigili del fuoco. Sebbene le congreghe interdette siano state riaperte, lsos rimane. E sulla messa in sicurezza è polemica tra i proprietari delle strutture pericolanti e i tecnici del Comune. Secondo gli osservatori che due giorni fa hanno effettuato il sopralluogo, le impalcature montate per contenere eventuali frane di calcinacci non bastano a scongiurare il pericolo. «Anzi, costituiscono un rischio ulteriore», denuncia Andrea Santoro, presidente della commissione dindagine sui cimiteri cittadini. Rincara la dose il geometra comunale Chianese, responsabile della gestione e della manutenzione: «I proprietari sono riusciti a farsi rilasciare da periti privati il certificato di eliminato pericolo. Ma i ponteggi sono solo un modo per aggirare il problema». Le venticinque congreghe imputate si affacciano sul cortile della chiesa madre. Da più di due mesi hanno subito cedimenti dellintonaco e allagamenti. A fine gennaio cera voluto lintervento dei vigili del fuoco e la diffida da parte della polizia municipale perché fossero apposti i sigilli. Molte delle strutture appartengono a privati, ai quali spetta lonere della manutenzione. Ma nel mirino degli uomini del generale Sementa sono finiti anche diversi edifici comunali. Per giorni più di tremila loculi sono rimasti sotto chiave. Fino a quando i titolari non hanno deciso di tamponare lemergenza attraverso strutture mobili di sostegno, rinviando la ristrutturazione integrale. La questione è ora allattenzione della Soprintendenza. Per la manutenzione ordinaria lamministrazione devolve 237 mila euro ogni due anni. «Troppo pochi per unarea di 700 mila metri quadrati», chiosa Chianese. Al centro delle polemiche resta anche la questione furti. I 33 agenti deputati alla vigilanza sono pochi per garantire la copertura 24 ore su 24. A lanciare lallarme è il tenente Carmine Lepre, coordinatore della squadra di polizia mortuaria. Nel mirino dei ladri è finito anche il "quadrato degli uomini illustri", da dove sono spariti busti, stele ed effigi in bronzo.