Il caso Voragine coperta solo per lavori alle fognature Qualche residente laveva interpretata come la prima manovra in retromarcia. E invece la copertura degli scavi davanti alla Basilica di SantAmbrogio in realtà è provvisoria: Comune e costruttori non hanno avuto alcun ripensamento sul parcheggio sotterraneo, circa 200 posti a rotazione e 320 box, che partirà entro lestate per essere pronto nel 2011. Larea riempita, terminati gli studi archeologici della soprintendenza, sarà adesso anche asfaltata e diventerà il nuovo passaggio delle auto. Sotto la strada tra il cantiere e le case verranno realizzati due nuovi condotti fognari, che oggi si trovano proprio nella zona degli scavi. Quando loperazione sarà terminata, larea riempita verrà riscavata per realizzare i cinque piani sotterranei. Niente dietrofront, dunque, il progetto va avanti. E il trasloco provvisorio del cantiere «sarà proprio il primo tassello dellintera operazione», dice il costruttore, Claudio De Albertis, che conferma la futura pedonalizzazione della piazza, come da progetto. La vendita dei garage, costo 50mila euro, garantisce De Albertis, va a gonfie vele: «Entro fine febbraio avremo venduto tutti i box, ma le richieste sono almeno il triplo». Lincasso previsto per i costruttori è di 16 milioni di euro. Nonostante il progetto sia giunto alla fase esecutiva, il comitato di residenti, che da sempre sè opposto ai cinque piani sottoterra in prossimità di campanili e porticato bramantesco, non demorde. Nemmeno gli inquilini più illustri. «Quando ho visto la copertura mi ero illusa per un attimo e invece niente - si rammarica larchitetto Cini Boeri - è un progetto assurdo. Non è così che si tolgono le auto dal centro». Unidea su dove mettere le auto i residenti, in realtà, ce lavrebbero. «Piuttosto di scavare cinque piani davanti alla basilica romanica più bella dEuropa - propone Cini Boeri - non si possono mettere le auto nei due cortili della caserma che sono praticamente inutilizzati?». Ma non è la sola. «Andremo avanti con qualunque mezzo pur di non svendere uno dei luoghi storici di Milano - attacca Francesca Castelbarco, consigliere di zona 1 - è uningiustizia che grida vendetta, tutto per far guadagnare le imprese costruttrici». Al gruppo di residenti furiosi arriva la replica del Comune: «La soprintendenza si è espressa favorevolmente e non accettarlo vuol dire non avere rispetto per le istituzioni», è il commento dellassessore ai Lavori pubblici, Bruno Simini. Che aggiunge: «Il concetto che i parcheggi aumentino il traffico non ha senso: è lunico modo, invece, per togliere le 60mila auto ogni giorno in doppia fila e in divieto di sosta sui marciapiedi».