La testimonianza Stella Bottoni, figlia dell'architetto che recuperò l'edificio Lei, nella Grotta di Fra' Felice, ci è praticamente nata: la sua prima estate, negli anni '60, la passò lì. Stella Bottoni, milanese trapiantata a Napoli, ricorda con nostalgia quelle stagioni di spartana, spartanissima libertà. Suo padre Piero, grande architetto cui nel 2003 Capri dedicò una mostra, nel 1959 aveva avuto il permesso di recuperare l'antico romitorio sottostante la grotta per trasformarlo in un alloggio minimo: un locale e una micro-cucina sul costone di via Krupp. Stella ha appena veduto le foto di oggi: «Sembrano le stesse che mio padre aveva scattato prima di entrarci. Anche allora non c'era più la terrazza, non c'era praticamente nulla. Per scendere sul posto, dovette improvvisarsi rocciatore». Bottoni e i suoi rimasero in quel luogo incredibile fino a poco dopo la metà degli anni '6o. Se ne andarono quando la minaccia di crolli si fece più acuta. «Spesso piovevano pietre, era pericoloso restare. Comunque a mio padre fu affidata la custodia del posto. Lui morì nel '73, le chiavi restarono a noi fino al '76, l'anno in cui fu chiusa via Krupp e venne tolta ogni abitabilità». Il resto è storia recente. Via Krupp è stata riaperta l'anno scorso. Per mesi si sono succedute le manifestazioni in onore di Krupp, a dicembre la mostra su «La via Krupp e la Grotta di Fra' Felice». E Stella come commenta questo disastro? «Mi limito a osservare, come hanno già fatto molti, che l'intervento di restauro fatto senza prima mettere in sicurezza il costone della montagna soprastante è stato un controsenso. Ora non so che succederà. Ma chissà, forse potrebbe essere il punto di partenza per riprendere in mano questo posto». E pensare che, proprio lì dove si è verificato il crollo, il Comune di Capri le aveva promesso di ricollocare la targa che suo padre aveva dettato dopo il primo restauro. C'è scritto: «Qui nell'anno 1898 Federico Alfredo Krupp, fra i più ricchi del mondo, imbattuto fabbricante di cannoni, si arrese incondizionatamente alla divina bellezza di Capri, spesso ritirandosi in questo eremo e confermando che bellezza e poesia valgono più che potenza e denaro. Piero Bottoni architetto e Giudi sua moglie nell'anno 1959 riscattarono dall'oblio le rovine restituendo questi luoghi all'ammirazione dei poeti». Francesca Gargiulo Sulla terrazza Stella Bottoni, figlia del grande architetto Piero, pochi giorni fa sulla terrazza soprastante il locale distrutto dal crollo della grotta di Fra' Felice