Capri, frana la grotta di Fra' Felice restaurata appena 5 anni fa Una frana improvvisa ha distrutto una delle testimonianze più suggestive della presenza di Krupp Frana il costone, distrutta la casetta di Krupp. Ieri mattina è crollata, infatti, un'ampia porzione di roccia che ha travolto in pieno la storica dimora, a pochi passi dalla grotta di Fra' Felice e da via Krupp, sul versante meridionale dell'isola. Ciò che resta della costruzione, situata proprio davanti all'antro dove visse, da eremita, Consalvo Barreto, frate portoghese e matematico della Certosa di San Giacomo, e dove Alfred Krupp, agli inizi del Novecento, organizzava le riunioni conviviali della «Congrega di San Felice», è un ammasso di detriti. Il costone roccioso, a picco sul mare proprio sotto i Giardini di Augusto, è stato interessato da uno smottamento di grosse dimensioni, causato, secondo i primi rilievi tecnici, dalle piogge delle ultime settimane che hanno determinato le spaccature nella roccia, poi franata. Nessun danno alla strada costruita agli inizi del Novecento da Alfred Krupp e riaperta lo scorso 28 giugno, dopo trentadue anni, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La grotta di Fra' Felice, che nel Cinquecento scavò personalmente, come scriveva il Bouchard, gli oltre cento gradini per scendere fino alla marina, nei secoli fu utilizzata sporadicamente. Nel 1632, l'abate Pacinelli ordinò l'apertura di un passaggio dalla Certosa fino alla grotta, attraversando gli attuali Giardini di Augusto. Dopo essere stata impiegata anche come carcere occasionale, fu dimenticata fino a quando, nei primi anni del Novecento, Alfred Krupp acquistò, per sole 25 mila lire, il terreno situato tra la Certosa e il Castiglione. Durante i lavori per la costruzione della tortuosa strada che, su preciso volere di Krupp, avrebbe dovuto collegare il centro di Capri con Marina Piccola, fu riscoperta la grotta di Fra' Felice. Il pittore Albert G. White la mostrò all'amico tedesco che, immediatamente, ne dispose l'acquisto e, aiutato da Arturo Cerio e dallo stesso White, la ristrutturò, trasformandola in una piccola abitazione. In quella che sull'isola è nota come la casetta di Krupp, si tennero banchetti sontuosi e ricevimenti durante i quali si radunavano gli amici del magnate dell'acciaio, tra i quali Cerio, il decano dei medici Vincenzo Cuomo e Augusto Lovatti. Dopo la rovina e la morte di Krupp, seguì un lungo oblio, durato fino al 1959, allorché l'architetto Piero Bottoni restaurò la piccola costruzione, poi nuovamente abbandonata dopo che, nel 1976, via Krupp venne chiusa per il pericolo di frane, e infine restaurata ancora una volta insieme alla strada voluta dal magnate tedesco.