Scavi e polemiche Fa discutere la sostituzione del commissario Renato Profili con un membro del pool di Bertolaso C'è un fantasma che si aggira nella città morta. Chi è il commissario straordinario di Pompei? Il prefetto Renato Profili appena defenestrato, dopo otto mesi di lavoro sul campo, o il dottor Marcello Fiori appena nominato dal ministro Sandro Biondi? Profili, la vittima, cade dalle nuvole: «Non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale e, com'è mio dovere, oggi (cioè ieri, ndr) sono andato regolarmente a lavorare. Prima o poi qualcuno avrà la benevolenza di dirmi qualcosa e, come ho sempre fatto, mi adeguerò alle decisioni del Governo». Del nuovo commissario nessuna nuova. Il dottor Marcello Fiori, da sempre vicino all'ex ministro dei Beni culturali Rutelli, non ha voluto rilasciare dichiarazioni in attesa di un riscontro ufficiale della sua investitura. E manco a dirlo, si è tenuto lontano dagli Scavi per non ingenerare equivoci. Una posizione corretta quella di Fiori ma, inserita in un contesto di per sè già problematico, fa aumentare le perplessità. Questo sul fronte amministrativo, ma c'è anche il versante politico in grande fibrillazione. La verità è che la giubilazione dell'ex prefetto di Napoli, che questo giornale ha anticipato, ha preso tutti in contropiede e la confusione è diventata caos ieri sera quando le agenzie di stampa hanno battuto una dichiarazione dell'onorevole Maurizio Iapicca, Pdl, il quale ha posto sul tavolo alcuni interrogativi: «Non sono ancora chiare le ragioni dice che hanno sollecitato il ministro Bondi a sostituire il prefetto Profili con il rutelliano Marcello Fiori». Segue la stoccata conclusiva sotto forma di un elogio caloroso alla «vittima » che «ha lavorato per tutto questo tempo con la professionalità che lo ha sempre distinto». Che valore dare a questa dichiarazione? È stata resa a titolo personale o è stata concordata all'interno della coalizione che ha sottoscritto la nomina di Marcello Fiori? Tante domande, ma ne aggiungiamo un'altra: come si esce dall'imbarazzo? La risposta più facile è quella che consiglia di attendere che la situazione venga sbloccata dall'alto, ma la voglia di saperne di più, soprattutto in considerazione della straordinaria importanza di Pompei nello scenario nazionale dei beni culturali, induce a porsi qualche interrogativo. Il primo lo pone Luigi Necco, giornalista e portavoce del prefetto Profili il quale dice: «Ci sono troppi angoli oscuri in questa storia e vanno dalla politica alla gestione degli scavi. Non più tardi della settimana scorsa, proprio nel giorno in cui il sottosegretario Bertolaso incontrò Profili per anticipargli la possibilita di un avvicendamento, comparve un'agenzia di stampa che singolarmente univa i destini della galleria di Brera, dei Fori Romani e di Pompei. In mano a chi e per quali motivi strategici non è mai stato precisato». Questo è il mistero? «Beh, sarei davvero curioso di sapere se si tratta del residuo di un accordo bipartisan o di qualcosa che non si riesce a capire ». E ritorniamo al punto di partenza. C. F.