Al Museo Archeologico c'è un cantiere a cielo aperto, soprannominato «braccio nuovo», che rivoluzionerà il museo. Ospiterà un auditorium da 400 posti, una biblioteca specializzata, aree didattiche con ulteriori laboratori di restauro. E ancora: ristorante, buvette, sale di accoglienza. I lavori Guglielmo, soprintendente-architetto, illustra il «braccio nuovo» Ristorante e auditorium, ecco il nuovo Archeologico Roof garden e un «anfiteatro» sul terrazzo Nel 2010 il Museo Archeologico cambierà volto, grazie al progetto che lo doterà dei servizi aggiuntivi finora assenti NAPOLI - Il futuro del Museo Archeologico risiede oltre la scalinata centrale, quella che dall'atrio porta alle sale delle collezioni. Si tratta dell'attuale cantiere a cielo aperto soprannominato «braccio nuovo» e destinato, a breve, a ospitare un auditorium da 400 posti, una biblioteca specializzata, aree didattiche con ulteriori laboratori di restauro e aree predisposte per non vedenti, che avranno accesso dall'attiguo Istituto Paolo Colosimo. E ancora un ristorante con annessa buvette e sale di accoglienza per i turisti. Arriva una piccola rivoluzione che renderà l'Archeologico uno dei musei più accoglienti al mondo. Non solo statue, quindi. La storia del braccio risale alla fine del '700, quando si pensò di poter destinare l'area comunicante con il giardino superiore del Convento di Santa Teresa alle statue della collezione Farnese provenienti dalle Terme di Caracalla. Un secolo dopo il muro divisorio con il museo veniva arretrato e, come dimostra il materiale fotografico d'archivio, nel 1932 l'area, adibita a fini museali, ospitava una sezione tecnologica con la ricostruzione di impianti d'epoca romana. Dopo problemi di infiltrazione che ne determinarono il progressivo smantellamento, nel 1984 fu approvato il progetto iniziale per la ristrutturazione della struttura. Da allora, numerose interruzioni e rinvenimenti archeologici hanno rallentato i lavori. Poi, gli anni 1993 e '94 videro realizzato il progetto dei locali sotterranei oggi collegati con la fermata «Museo» del Metrò collinare. «Non abbiamo alterato l'impianto preesisitente, il braccio nuovo si articolerà in quattro piani da circa 900 metri quadrati l'uno», spiega l'architetto Enrico Guglielmo, ex soprintendente di Napoli, che con la consulenza di Massimo e Monica Pisani è responsabile dei lavori di ristrutturazione del Museo. Attualmente soprintendente di Caserta e Benevento, Guglielmo illustra il suo progetto con minuzia di particolari: «Sul terrazzamento, oltre a un roof garden, sarà predisposta una cavea che potrà ospitare spettacoli all'aperto, mentre al quatro piano, accanto alla bibilioteca specializzata in archeologia sarà predisposto un archivio per la consultazione di materiale fotografico e digitale». E i tempi? «Verosimilmente il braccio sarà ultimato entro la metà o la fine del 2010», afferma il Soprintendente Guglielmo. Il braccio nuovo, aggiunta strutturale dell'ex Real Museo Borbonico, risponde alle moderne istanze dei cosiddetti servizi aggiuntivi, oggi indispensabili per rendere un museo ergonomico, progettato per essere fruito. Proprio di quest'assenza l'Archeologico era stato recentemente accusato dal consigliere del ministero per i Beni culturali e neodirettore dei musei nazionali Mario Resca. L'intervento, nel suo complesso, andrà ad ampliare in maniera determinante le potenzialità del museo, segnalato «in caduta libera» nella lista dei principali siti bersaglio dei turisti. In attesa del nuovo auditorium - che potrà ospitare conferenze e spettacoli - è prevista stamattina alle 11.30 la presentazione della mostra «Otium ludens» sulle ville dell'antica Stabia, che dopo San Pietroburgo a marzo farà tappa a Ravenna, nel Complesso di San Nicolò.
NAPOLI - Tutte le novità del Museo archeologico.
Il Museo Archeologico di Napoli sta subendo una ristrutturazione che include la creazione di un nuovo braccio, soprannominato "braccio nuovo". Questo cantiere a cielo aperto sarà destinato ad ospitare un auditorium da 400 posti, una biblioteca specializzata, aree didattiche con laboratori di restauro e aree predisposte per non vedenti. Inoltre, sarà presente un ristorante con annessa buvette e sale di accoglienza. Il progetto è stato iniziato nel 1984, ma è stato rallentato da problemi di infiltrazione e rinvenimenti archeologici. Attualmente, il cantiere è gestito dall'architetto Enrico Guglielmo, che spiega i dettagli del progetto.
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