La Provincia dà via all'iter: pronto tra un anno Rimediare ad autentiche ferite aperte nel paesaggio del territorio provinciale; pianificare l'intero settore dell'estrazione dopo decenni senza vere regole; salvaguardare anche le esigenze imprenditoriali. Ecco gli obiettivi del "Piano delle attività estrattive, di recupero delle aree escavate e riutilizzo dei residui recuperabili della Provincia di Pisa" (Paerp) o più semplicemente "Piano Cave". Il procedimento per arrivare alla stesura del Piano, per la quale occorrerà circa un anno, è stato avviato con un apposito atto del consiglio provinciale. In Valdicecina questa attività particolarmente sviluppata per l'alabastro e per materiali ornamentali. «Il materiale inerte di cava - spiega l'assessore provinciale all'ambiente Valter Picchi - costituisce una risorsa naturale non rinnovabile il cui utilizzo indiscriminato e non pianificato ha creato in passato profonde ferite nel territorio che ancora stentano a rimarginarsi». Sulla base della pianificazione provinciale i Comuni dovranno modificare gli strumenti urbanistici e di autorizzazione dell'attività estrattiva. Le aziende potranno realizzare ripristini di cave dismesse estraendone e commercializzandone fino al 30 del volume storico estratto. In questo modo si rende economicamente conveniente per i privati un'attività di miglioramento ambientale che probabilmente nessun Comune è in grado di affrontare con le proprie finanze. «Abbiamo molte aree ex estrattive - dice l'assessore Picchi - che rappresentano ferite aperte in località talvolta visibili letteralmente da mezza provincia».
TOSCANA - PAESAGGIO: VOLTERRA. Imprenditori agevolati dal nuovo piano delle cave
La Provincia di Pisa ha avviato il procedimento per la stesura del "Piano delle attività estrattive, di recupero delle aree escavate e riutilizzo dei residui recuperabili" (Paerp) per affrontare le ferite aperte nel territorio causate dall'estrazione di materiali naturali. L'obiettivo è quello di pianificare l'estrazione, il recupero e il riutilizzo dei residui estratti. Il piano dovrà essere completato in circa un anno e dovrà essere adottato dai Comuni per modificare gli strumenti urbanistici e di autorizzazione dell'attività estrattiva. Le aziende potranno realizzare ripristini di cave dismesse estraendone e commercializzandone fino al 30% del volume storico estratto.
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