Dodici persone denunciate per aver costruito senza i permessi Sotto accusa geometri architetti, direttori dei lavori e anche costruttori. Un provvedimento analogo sette mesi fa CAMPAGNATICO. L'edilizia torna a far tremare il Comune di Campagnatico. A distanza di sette mesi dall'ultimo sequestro, la guardia di Finanza in ventiquattro ore ha messo i sigilli ad altri due immobili in costruzione: un annesso agricolo trasformato in villetta in località Stertignano, nella frazione di Marrucheta e un complesso residenziale all'Arcille, formato da altre quattro palazzine già intonacate al cui interno sono stati ricavati sedici appartamenti su più piani, quattro depositi occasionali e venti garage, per un valore complessivo, sommando le due opere, che - secondo gli inquirenti - sfiorerebbe i sette milioni di euro. Dodici, in questo caso, le persone denunciate a piede libero con l'accusa di abusivismo edilizio. Tra di loro geometri, architetti, amministratori, direttori dei lavori e costruttori, per la maggior parte residenti a Grosseto. I militari del nucleo investigativo delle fiamme gialle, nei giorni scorsi, hanno effettuato su disposizione del gip Armando Mammone anche nove perquisizioni in altrettanti appartamenti e uffici grossetani dove risiedono e lavorano alcune delle persone coinvolte nell'inchiesta. L'obiettivo? Verificare e confrontare la documentazione sequestrata negli ultimi mesi nel Comune di Campagnatico con quella in possesso dei costruttori riguardo ai due edifici. L'ipotesi di reato avanzata dagli inquirenti per i due immobili è però leggermente diversa. Per la villetta sequestrata a Marrucheta giovedì sera - secondo quanto appurato dagli investigatori - il Comune di Campagnatico, attraverso l'ufficio urbanistico, avrebbe rilasciato un permesso, illegittimo, per la realizzazione di un annesso agricolo, ma invece di strumenti per coltivare i campi, era in via di ultimazione una villetta di oltre trecento metri quadri con un giardino, il tutto immerso nella campagna dell'alta Maremma. Il complesso residenziale invece - sempre secondo gli inquirenti coordinati dai pubblici ministero Stefano Pizza e Rosa Valotta - avrebbe un volume più di due volte superiore rispetto a quello previsto dal progetto iniziale e comunque tutto l'immobile sarebbe stato «realizzato in assenza di valido permesso a costruire perché privo del necessario parere della commissione edilizia del Comune di Capagnatico». Il permesso a costruire - per quello che hanno ricostruito le fiamme gialle di Grosseto - risalirebbe a cinque anni fa. Nel prospetto si parla di un complesso residenziale in cui gli appartamenti ricavati sono la metà di quelli in costruzione che inquesto caso non erano ancora stati messi in vendita. Una difformità, tra carte conseggnate e cemento versato, che ha insospettito i periti nominati dalla Procura per analizzare tutto il materiale sequestrato nei precedenti blitz negli uffici del Comune. I sequestri delle ultime quarantotto ore sono del resto le conseguenze dell'inchiesta partita nell'ottobre del 2007 che nell'ultimo anno e mezzo ha portato a sei diversi sequestri nella zona di Campagnatico, all'arresto del geometra Roberto Serafini e del responsabile pro tempore dell'ufficio urbanistica Lorenzo Racioppi (poi scarcerati), oltre agli avvisi di garanzia nei confronti di tutta la giunta comunale, a cominciare dal vicesindaco Elismo Pesucci e dall'assessore all'urbanistica Luca Grisanti. Per concludere con le denunce nei confronti di una quindicina di persone, tra costruttori, proprietari e professionisti. Quest'ultimo blitz sembra un'ulteriore conferma di quanto vasto sia il contenuto del pentolone scoperchiato nell'ottobre 2007 durante un'ispezione casuale in un cantiere in località Sant'Antonio. Al posto di un vecchio fienile, in quel caso, c'erano dodici villette a schiera quasi ultimate senza però le concessioni edilizie necessarie. Dopo il primo sequestro, seguirono intercettazioni telefoniche e ambientali, ma anche una raffica pressoché quotidiana di sequestri: fascicoli e computer prelevati dagli investigatori sia in municipio che nelle abitazioni private. In questi mesi, questa marea di faldoni, è stato passato ai raggi x dai periti nominato dalla Procura che continuano a lavorare su altri progetti. Ecco perché l'unica certezza è che le scosse di terremoto a Campagnatico non si fermeranno qui.