Il 2 luglio dello scorso anno il governatore Bassolino arrivò all'inaugurazione del Museo del San Carlo a Palazzo Reale con un dono, una preziosa lettera di Verdi, autografa, in cui il compositore spiegava a Leopoldo Tarantini, all'epoca amministratore del San Carlo, il proprio rifiuto a mettere in scena a Napoli «Un ballo in maschera» che qualche anno prima la censura borbonica aveva vietato, tant'è che l'opera debuttò a Roma. E da ieri il documento è stato ufficialmente affidato in custodia al commissario della Fondazione San Carlo, Salvatore Nastasi. Per il momento, la lettera sarà custodita in un caveau assieme ad altri documenti dell'archivio del teatro spostati in occasione dei lavori. E sarà di nuovo esposta quando, a giugno, il Museo sarà allestito stabilmente a Palazzo Reale. La lettera, che porta la data del 27 maggio 1861, era stata acquistata dalla Regione al prezzo di quattromila euro, con l'obiettivo di metterla a disposizione di tutti. L'acquisto è avvenuto a seguito della possibilità offerta dal ministero per i Beni Culturali di poter esercitare il diritto di prelazione ed evitare che il documento, considerato parte del patrimonio nazionale, fosse venduto all'estero.