La mostra si svolge parallelamente a quella di Canova a Forlì Sull'orme dell'esercito napoleonico alla ricerca delle opere d'arte trafugate nell'inedita alleanza tra un papa e un artista. E' questo il filo conduttore de "L'Arte contesa. Nell'età di Napoleone, Pio VII e Canova ", una storia avvincente, che verrà raccontata a Cesena dal 14 marzo al 26 luglio 2009. Esposte oltre 200 opere tra dipinti, incisioni, documenti, libri, "tesori" rubati e recuperati Sull'orme dell'esercito napoleonico che nella campagna d'Italia fa incetta di opere d'arte in un'insolita alleanza tra un pontefice e un'artista. E' questo il filo conduttore della mostra "L'Arte contesa. Nell'età di Napoleone, Pio VII e Canova", una storia avvincente, che verrà raccontata a Cesena dal 14 marzo al 26 luglio 2009. Saranno esposte oltre 200 opere tra dipinti, incisioni, documenti, libri, "tesori" rubati e recuperati. Protagonisti indiscussi di questa vicenda, sul versante italiano, sono un papa cesenate, Pio VII Chiaramonti, e il maggiore fra i "geni" del tempo, Antonio Canova (a cui, in contemporanea, è dedicata un'esposizione monografica nella vicina città di Forlì). Sarebbe toccata a loro la missione impossibile di recuperare i tesori sottratti, ricostituire il "Museo Italia" e fondare, nella penisola, il moderno concetto di patrimonio culturale. La mostra è frutto di un imponente lavoro di ricerca che tenta di ricostruire lo splendido mosaico artistico di fine '700 nei territori delle Legazioni Pontificie, completamente sconvolto dalle requisizioni, riavvicinando tasselli che il destino aveva irrimediabilmente allontanato tra loro e dal loro luogo di origine. E così, ad esempio, il San Giovanni Battista che predica del Guercino, conservato nella Pinacoteca Comunale di Forlì, si riunirà finalmente dopo secoli al Cristo benedicente, la sua "cimasa", conservata alla Pinacoteca di Brera; la Santa Margherita da Cortona, sempre del Guercino, ospitata nella Pinacoteca Vaticana, farà ritorno per la prima volta nella sua città d'origine. Tra i tanti dipinti in mostra (una trentina in totale, provenienti anche dall'Accademia di Brera e dalla Pinacoteca Vaticana oltre che dalle Pinacoteche di Cesena, Forlì, Rimini) spiccano alcune opere prestigiose, come l'Allegoria della Storia di Mengs, dal Museo Civico di Bassano del Grappa, e il Ritorno dei cavalli a San Marco di Vincenzo Chilone, custodito a Venezia a Palazzo Treves. Accanto ai dipinti, sono in mostra enciclopedie, incisioni, litografie, stampe, racconti di viaggio, collezioni epistolari, arredo sacro, e persino uniformi militari in uso a fine '700, che restituiscono, in maniera variegata e dettagliata, un fotografia completa dell'assetto storico e artistico nei territori delle Legazioni Pontificie prima dell'arrivo di Napoleone. Splendida cornice della mostra sono due celebri biblioteche, entrambe a Cesena: la Biblioteca Malatestiana e la Biblioteca Piana, che contiene la raccolta privata di Pio VII, espressione dei gusti e degli interessi del "Papa dei Beni culturali". Ideale prosecuzione della mostra è l'intera città di Cesena, conosciuta come "La città dei 3 Papi", che reca numerose tracce dei pontefici che qui nacquero o vissero a lungo (Pio VI, VII, VIII): di particolare interesse la Chiesa di Santa Cristina, splendido "Pantheon" in miniatura realizzato dall'architetto Giuseppe Valadier; l' Abbazia benedettina della Madonna del Monte, dove Pio VII compì i suoi primi studi; il Palazzo Chiaramonti, residenza della famiglia del Papa Barnaba Chiaramonti. L'esposizione si articola in sei sezioni: "La memoria del mondo in uno Stato"; "La rivoluzione in Italia"; "Il patrimonio conteso", "Le origini del museo moderno"; "La figura di Pio VII, Gregorio Barnaba Chiaramonti" e "La biblioteca Piana". La mostra si avvale del Comitato scientifico composto da Antonio Paolucci, (Presidente) Roberto Balzani, Gianfranco Brunelli, Andrea Emiliani, Angelo Mazza, Marino Mengozzi e Daniela Savoia. Il curatore della mostra e del catalogo è Roberto Balzani, il catalogo è edito da Silvana Editoriale.