Dai mobility manager alla fiscalità di vantaggio, ecco i piani che nessuno legge Lultimo fondo da 668 mila euro è stato varato ieri da Palazzo dOrleans Tra i beneficiari fedelissimi dellMpa, ex deputati e consiglieri Le «best practices» vanno sostenute: 88 mila euro per una ricognizione di chi si è comportato meglio «nella progettazione e nella gestione eco-compatibile delle aree di sviluppo industriale». E qualcosa in più bisogna comprendere sul ruolo del «mobility manager», figura metafisica che «è una scommessa per la mobilità sostenibile nelle aree metropolitane»: lo sforzo vale 60.300 euro. Palazzo dOrleans ci crede, mette in fila dodici progetti di ricerca e assegna altrettanti incarichi. Si riaprono, i cordoni del fondo istituito con una legge del 2002. E la presidenza della Regione eroga 668 mila euro, destinati a iniziative a supporto della legalità, della sicurezza, dello sviluppo. A beneficiare del decreto, pubblicato ieri mattina sulla Gazzetta ufficiale, ci sono cause nobili come lincremento dei livelli di sicurezza pubblica al centro di un progetto da 99.500 euro presentato dal comando regionale dei carabinieri. O come la ricerca sulla sindrome autistica sostenuta da una onlus palermitana, la Agsas. Ma, alla fine dellistruttoria dei progetti fatta da una commissione interna, a godere degli incarichi sono soprattutto figure vicine al governatore Raffaele Lombardo. Come Nicolò Nicolosi, coordinatore regionale di unassociazione ecologista, Fare Ambiente, ma anche ex deputato e candidato dellMpa alle ultime regionali: per il suo «studio dei sistemi prioritari di paesaggio storico-rurale siciliano» la Regione sborsa 49 mila euro. E 26.337 euro sono destinati a Davide Mingrino, un economista che si occuperà di «fiscalità di vantaggio e federalismo fiscale», tema caro al governatore. Mingrino è un consigliere comunale ennese appena passato da Forza Italia allMpa. Di fiscalità di vantaggio tratterà anche Pietro Busetta, presidente della Fondazione Curella amato da Lombardo per il suo favore nei confronti del Ponte sullo Stretto e dei movimenti autonomistici: la Regione assegna un incarico da 21.600 euro a Busetta e un altro, di analogo importo, al figlio Giovanni, anche lui docente universitario, che si occuperà del «credito alle piccole imprese». Cifra ben maggiore, 89 mila euro, va al consorzio Asi di Gela, per una ricerca da leggere. Almeno nel titolo, tutta dun fiato: «Creazione di un modello informativo a supporto dei processi decisionali sui fattori caratterizzanti le performance ambientali correlate a una valutazione economica comparata nella gestione dei rifiuti, delle acque e dellinquinamento atmosferico». Lopera, si presume, sarà monumentale. Il destinatario del finanziamento è certo: a capo del consorzio Asi gelese cè Giuseppe Pisano, ex segretario di Lombardo a Bruxelles. Ventiseimila euro vanno invece al consorzio universitario di Trapani, che studierà «le tecnologie innovative per la produzione di nuove specie ittiche autoctone per lacquacoltura». La politica non è troppo distante dall»ateneo» trapanese: presidente è il senatore Antonio DAlì, nel cda cè un avvocato marsalese, Stefano Pellegrino, che nel 2008 ha corso in una lista collegata allMpa. Fatti e coincidenze. Certo, in passato su questo capitolo si spendeva anche di più: 880 mila euro lanno scorso, al tramonto del governo Cuffaro. Ma il punto è un altro: che fine hanno fatto gli studi consegnati in passato? Dal 2002, anno di istituzione del fondo, al 2006 i decreti di finanziamento dei progetti non sono mai stati pubblicati sulla Gazzetta ufficiale, e quindi non si sa quanti in passato hanno beneficiato del contributo regionale. Liter delle legge è stato regolamentato con una circolare solo nel 2007: è stato stabilito che, prima dellapprovazione dei finanziamenti, la presidenza debba chiedere a tutti gli assessorati se gli studi proposti dalle associazioni o da singoli esperti possono o meno interessare. Ma gli assessorati non hanno mai indicato le loro esigenze e la commissione interna di Palazzo dOrleans ha valutato i progetti, diciamo così, in autonomia. Ma cè di più: la presidenza, in un documento risalente allinizio dellanno scorso e ancora disponibile sul sito internet, annunciava listituzione di una banca dati online per la pubblicazione di tutti gli studi. Della banca dati, a oggi, non cè traccia. Così è impossibile consultare i progetti finanziati. Il consulente del servizio di controllo e strategico, Virgilio Bellomo, ha chiesto di modificare liter di approvazione dei progetti e degli studi: «Occorre partire dalle esigenze dellamministrazione e non basarsi solo sulla qualità di iniziative che magari non interessano gli assessorati», dice Bellomo. Progetti pagati a buon prezzo che restano nei cassetti della Regione o di chi li ha realizzati. Lo scorso anno è stata finanziata con 31.400 euro la Pro Loco di Maniace per un progetto di scambio culturale con la Scozia, che ha prodotto una raccolta sullammiraglio Orazio Nelson e sul poeta William Sharp, suo erede. La documentazione giace negli archivi del dipartimento Beni culturali. Il Cesis di Avola nel 2008 ha avuto finanziato un progetto da 60 mila euro che riguarda «il fabbisogno formativo nei distretti agroalimentari». Studio che è stato utilizzato solo dal Cesis stesso: «Il monitoraggio è servito per poter presentare le domande di corsi di formazione allassessorato al Lavoro, se gli altri enti vogliono consultarlo possono farne richiesta da noi», dicono dal centro di formazione di Avola. E poco si sa di altri progetti finanziati lo scorso anno, dal bullismo scolastico (76 mila euro) ai teatri siciliani (67 mila euro). Utili, magari. Ma a chi?