Pochi giorni fa è stata pubblicata una sentenza del Tribunale Amministrativo regionale, che ha annullato il piano urbanistico esecutivo di Bagnoli (la cui illegittimità a suo tempo fu più volte segnalata su queste colonne). I motivi dell'annullamento sono fondati sulle osservazioni contrarie alle scelte di piano a suo tempo formulate dalla Soprintendenza ai beni culturali ed irritualmente disattese dall'Amministrazione comunale. Quest'ultima ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato, fondato principalmente sulla mancanza di legittimazione del ricorrente, che abiterebbe in una zona diversa da quella dichiarata e che, comunque, non avrebbe di fatto interesse all'annullamento del piano. In ogni caso, si dice che il Tribunale avrebbe dovuto comunque limitare l'annullamento alla parte relativa all'area d'interesse del ricorrente. In questa sede interessa richiamare l'attenzione sulla sostanza del problema, nella speranza che la ristrutturazione urbanistica dell'area di Coroglio possa finalmente realizzarsi. Si tratta di uno degli obiettivi più importanti per la riqualificazione e lo sviluppo della città di Napoli. Pertanto, bisogna decidersi a sciogliere alcuni nodi fondamentali per realizzare l'obiettivo. C'è, anzitutto, il problema della rimozione della colmata. A quanto pare, sarebbe irragionevole spendere centinaia di milioni di euro per demolire la colmata e trasportare il materiale a Piombino, secondo gli accordi di programma a suo tempo stipulati. E secondo opinioni qualificate peraltro contrastate altrettanto autorevolmente è possibile conservare la colmata evitando ulteriori inquinamenti e potendo utilizzare una splendida area di circa 30 ettari. Allora si decida e, se si concorda nel mantenere la colmata, bisognerà adottare i provvedimenti necessari (dalla modifica del precetto legislativo sul ripristino della morfologia naturale della costa alla corrispondente variazione del piano regolatore generale). Egualmente bisogna decidere sulla questione del porto-canale, che, a larga maggioranza, sembra una previsione sbagliata per il previsto insabbiamento e per il taglio della linea di costa. Egualmente bisogna decidere sulla sorte del pontile nord, la cui conservazione pure richiede una modifica del piano regolatore generale. Poi bisogna fare i conti con la Soprintendenza. Insomma, le scorciatoie non servono e non possiamo prendercela con il Giudice amministrativo. docente di Legislazione urbanistica